Forex: l’andamento delle materie prime per capire dove vanno i cambi…

EURO

Si respira una sensazione di fiducia generale che va a sfiorare le sponde americane. Si assiste alla reazione positiva sia del biglietto verde che delle borse dopo le buone parole arrivate dal presidente della Federal Reserve, Bernanke, preoccupato per il rallentamento globale che potrebbe mettere a repentaglio l’attuale moderata espansione (ma con mercato immobiliare  e del lavoro ancora deboli).
Molti investitori sono andati ad aggiustare le proprie aspettative sulla politica monetaria statunitense che sembra aver trovato una rotta chiara.
Dopo il buon dato anche sulle vendite al dettaglio all’appello mancano come detto sopra il mercato immobiliare e quello del lavoro che possono essere messi in pericolo dalla situazione della congiuntura mondiale.
Dunque gli osservati speciali sono i prezzi delle materie prime. Uno shock dell’offerta del petrolio potrebbe avere effetti di breve periodo pesanti sulla ripresa economica globale.
Sarà interessante valutare i prezzi alla produzione statunitensi che potrebbero suggerire la rotta per l’indice dei prezzi al consumo (atteso a 2.9 per cento su base annua).
Per quando riguarda il forex la quotazione dell’EurChf ha tentato di portarsi sopra la resistenza più importante di medio periodo posta a 1.2125. Sembra che la Banca Centrale vorrebbe cominciare a difendere il livello di 1.2500. In quel caso potremmo vedere un euro salire.
È arrivato ad un soffio il cambio Eurodollaro, rispetto al minimo di riferimento: 1.2975 da cui ci separano solamente pochi pip. Poco al di sotto di 1.31, sino ad allora continuerà a prevalere il pensiero negativo sull’euro.
Interessante la forte tendenza di ripresa del dollaro, nei confronti dello yen.
Il cambio EurJpy segue fedelmente la ripresa del dollaroyen, con un avvicinamento rapido al precedente massimo di riferimento di 110 (del 26 febbraio scorso). Rotto 108.60, ieri, abbiamo avuto la conferma di una rinnovata forza del cambio.