Forex: l’euro paga dazio nei confronti di dollaro e yen

EURO

La Gran Bretagna è in recessione: l’economia britannica si è contratta dello 0,3 per cento nel 1° trimestre rispetto ai precedenti 3 mesi. La contrazione sarebbe stata ancora maggiore senza il +1,6 per cento della spesa pubblica governativa, l’aumento più forte da quattro anne. Su base annuale la contrazione del Prodotto interno lordo è stata dello 0,1 per cento.
Sempre sul fronte macroeconomico, l’indice Ifo sul clima degli affari in Germania è sceso questo mese a 106,9 punti da 109,9 lo scorso mese. Il dato odierno è di gran lunga peggiore delle attese degli esperti che si attendevano un ribasso molto più contenuto a 109,5 punti. Secondo i curatori dell’indice, a pesare è proprio l’incertezza sulle sorti della UE.
Sui mercati asiatici un po’ di tregua,  con la chiusura positiva dell’indice Nikkei che ha messo a segno un rialzo dello 0,1 per cento a 8.563 punti nonostante il 7° ribasso consecutivo dell’indice pmi cinese. In rialzo dello 0,1 per cento anche l’indice allargato Topix che ha terminato a 722,25 punti.
Wall street ha chiuso in recupero dopo essere stata in forte passivo per tutta la seduta. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,39 per cento, il Dow Jones si è fermato a -0,05 per cento. Finalmente segno positivo per Facebook che guadagnato circa il 3 per cento chiudendo sopra quota 32 dollari Usa.
Sul fronte del Forex l’euro apre sotto quota 1,26 dollari, ai minimi da 22 mesi, visti i timori per un’uscita della Grecia mentre il vertice di Bruxelles ha rinviato a giugno misure sulla crescita. Timori anche per le banche spagnole. La moneta unica europea passa di mano a 1,2565 dollari Usa, dopo aver toccato un minimo dal luglio 2010 di 1,2554 dollari. Euro/yen sotto quota 100 a 99,90 e dollaro/yen a 79,48.
E veniamo alle materie prime. Lieve recupero per ii listini del petrolio  che torna sopra i 90 dollari Usa al barile dopo la discesa di ieri quando aveva toccato il livello più basso dallo scorso novembre (89,8 dollari Usa al barile): ora il greggio con consegna a luglio è scambiato a 90,36 dollari Usa (+0,5 per cento); il brent recupera dello 0,3 per cento a 105,84 dollari Usa.