Forex: ora anche il Regno Unito teme il contagio e i cambi ne risentono

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Un campanello d’allarme molto forte quello che è suonato ieri a seguito dell’insuccesso, clamoroso e inaspettato, dell’asta di titoli tedeschi. Ben il 35 per cento dei titoli immessi sul mercato infatti è andato invenduto a causa dei bassi tassi di rendimento offerti agli acquirenti a fronte di quelli invece ben più allettanti di nazioni come Spagna e Italia che toccano anche  il 7 per cento a fronte del 2 per cento scarso dei titoli allemanni. Un altro allarme è poi giunto dalla Francia a causa della nuova risalita dei rendimenti sugli Oats.
Tutto questo ha ridestato paure circa i timori di un contagio ai Paesi più forti del Vecchio Continente che possa avvenire prima del previsto. Per capire più chiaramente il livello di “febbre” dell’Eurozona ora si attende la pubblicazione del dato Ifo. Intanto i timori sugli effetti della crisi europea  cominciano a farsi sentire nel Regno Unito in maniera intensa. Se la bilancia commerciale e i dati sugli ordini industriali dovessero realare sorprese positive, è ragionevole pensare ad un rimbalzo della Sterlina sull’Euro.
Ieri il fallito tentativo della rottura di 1,36  dollari ha riaperto la strada verso1,3150 dollari. Solo ritorno a quota 1,3510 dollari potrebbe nuovamente invertire la tendenza. Invece resta ancora da superare la rottura al rialzo del Dollaro statunitense sullo Yen, per il momento rimane inviolato il livello di 77,70. Si prevedono intanto spinte ribassiste nei confronti del Dollaro Australiano, la cui crescita economica potrebbe accusare oltre che dei problemi in Europa anche del rallentamento cinese. E il calo dei costi delle materie prime ne è già un primo importante indizio.