Forex Trading: ecco i cambi correlati alle commodities

Ecco una cosa che i nuovi traders probabilmente non sanno: come in alcuni periodi è facile desumere l’andamento futuro di coppie quali l’EUR/USD, analizzando i trend dei mercati azionari europei, così esistono cambi il cui andamento è legato strettamente alle commodities di cui i paesi emittenti le monete in questione sono gran produttori.

Questo è particolarmente vero per tre paesi: Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, con le relative valute interessate: Dollaro Australiano, Dollaro Neozelandese e Rand Sudafricano.

Le commodities nel loro complesso vedono poi il proprio andamento registrato nell’indice CRB (Commodity Research Bureau), un paniere di 23 materie prime costituito al 23% da Softs (Caffè, Cacao, Succo d’Arancia..), al 18% da Energy (Petrolio, Gas Naturale, Gasolio) al 18% da cereali (Frumento, soia, mais), al 17% da Metalli Preziosi (Oro, Argento, Platino), al 12% da Industrials (Rame, Cotone) e infine al 12% Livestock (Carni bovine e suine).

Australia e Nuova Zelanda sono produttori mondiali delle materie prime contenute nel CRB, così loro valute tendono ad avere un andamento correlato positivamente all’andamento di tale indice, i cui risultati si ricavano – ad esempio – seguendo l’andamento dell’ETF Lyxor Etf Commodities.