Forex Trading: in Italia può diventare un lavoro

Da quando la passione per il trading online ha raggiunto anche l’Italia, molti si chiedono se sia possibile vivere di quello che si guadagna con esso, rendendolo così un vero e proprio lavoro.

La risposta è sì. Però bisogna riconoscere che sul mercato del trading la fanno da padrone i grandi investitori (banche, edge funds ecc..). Questi operatori sono, logicamente, poco inclini a condividere i propri segreti, eppure per avere successo bisogna osservare da vicino le loro tecniche per poi metterle in pratica.

C’è pero anche chi queste tecniche ha deciso di insegnarle: stanno fiorendo negli ultimi tempi i corsi di trading online, sia sul web stesso che in carne ed ossa. Iscriversi ad uno di essi potrebbe essere la soluzione ideale per padroneggiare le regole d’oro del trader, tra cui la prima è operare su tutti i mercati: cambi, future, azioni opzioni o forex broker. Quest’ultimo è senza dubbio il più redditizio nel breve termine.

Certo, se i guadagni dovessero essere più modesti delle attese, resta la consolazione che il forex non prevede nessuna commissione fissa sugli scambi effettuati. La maggior parte dei brokers presenta semplicemente uno spread tra prezzo “bid” e prezzo “ask”, il che vuol dire che ogni quantità acquistata verrà lievemente maggiorata rispetto al prezzo di rivendita immediata, causando così una lieve perdita a favore del broker che va da pochi pips a meno di un pip (i punti base) a seconda del broker e della propria posizione (si offrono spesso condizioni agevolate a chi movimenta grandi volumi). C’è poi un altro costo proporzionato al volume che si movimenta, il “rolling” che scatta se si lascia il proprio trade aperto oltre le ore 23.