Forex Traging: che anno sarà per il Dollaro?

Tempo di previsioni per l’anno che sta per iniziare: senz’altro tra le più gettonate troviamo quelle sull’andamento del Dollaro che, più dell’Euro (che sconta un andamento più affine a quello del mercato), è stato oggetto di vendite generalizzate di lungo periodo dovute alla politica monetaria non convenzionale della FED.

Nel novembre 2010, è bene ricordarlo, la FED stupisce tutti lanciando una nuova manovra di Quantitative Easing (QE II) per 600 miliardi di Dollari, che va ad aggiungersi alla precedente manovra QE I da 300 miliardi: Bernanke dichiara la scopo esplicito di allontanare gli spettri della deflazione e di combattere, ad ogni costo, la scarsa crescita e la disoccupazione dilagante. Non sono dello stesso parere molti economisti internazionali e la maggior parte degli investitori del grennback, secondo cui manovre simile hanno lo svantaggio di portare, sul medio-lungo termine, a pensanti aumenti dell’inflazione.

Dal canto loro, gli Stati Uniti potrebbero trovare comodo che la loro moneta perda valore, soprattutto per le ripercussioni che la cosa avrebbe sul debito pubblico, che si sta facendo quasi insostenibile. Ulteriori interventi (peraltro probabili) della FED andrebbero comunque a discapito delle economie emergenti che finirebbero per importare inflazione dagli USA. Gli investitori scelgono infatti il Dollaro per realizzare operazioni del tipo carry trade nei confronti delle valute dei paesi emergenti ottenendone rendimenti elevati. Il trend, e l’insorgere delle bolle speculative è già partito: con la sola eccezione della Cina, che ha il valore dello Yuan ancorato, le altre monete (Yen sopra a tutte) prendono punti ogni giorno sul biglietto verde.