François Truffaut, un “diavolo a quattro” nel logo Google di oggi

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Oggi 6 febbraio 2012 il Logo Google rende omaggio al regista francese François Truffaut, nato a Parigi il 6 febbraio del 1932 e scomparso a Neuilly-sur-Seine, il 21 ottobre 1984. Oltre che regista, Truffaut fu anche un bravissimo attore, sceneggiatore, critico e produttore cinematografico.

Girò 25 film tra il 1954 e il 1983, come attore lavorò per diversi registi (tra i quali Steven Spielberg nel film Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo), ha pubblicato alcuni libri di narrativa e di critica cinematografica (su tutti, l’imperdibile libro-intervista “Il Cinema Secondo Hitchcock”) ed è stato tra i principali collaboratori della leggendaria rivista cinematografica Cahiers Du Cinéma.

In questa fredda giornata di febbraio, è un piacere sapere che milioni di persone avranno modo di conoscere meglio François Truffaut grazie al logo Google. Noi diamo il nostro contributo segnalandovi alcune preziose curiosità.

Tre slide sul logo Google

Il logo di oggi è composto da tre slide disegnate, sfogliabili tramite il pulsante “Play” sito sulla destra. La prima, inconfondibile, è un bellissimo disegno dedicato a “I 400 Colpi” (titolo originale: Les Quatre Cents Coups, 1959). Protagonista è Antoine Doinel, che François Truffaut ha detto più volte di averlo diretto come fosse un suo alter ego. Interpretato da un giovanissimo Jean-Pierre Léaud, Antoine è un bambino di 12 anni indisciplinato, che scopre le difficoltà della propria famiglia, e viene rinchiuso in un riformatorio dopo aver cercato di scappare da scuola. Il film viene ancora oggi visto come il manifesto della “Nouvelle Vague”, corrente cinematografica francese per la quale il regista è il vero autore di sceneggiature e trame che personalizza con un suo stile, ed un suo modo di “vedere il mondo”.

La seconda slide è dedicata ad un altro film leggendario di François Truffaut: “Jules E Jim” (titolo originale: Jules Et Jim, 1962). E’ un film d’amore con Jeanne Moreau, Oskar Werner e Henri Serre. La trama è ambientata a Parigi, ai primi anni del novecento, e racconta la storia di due amici, Jules e Jim, che si innamorano della stessa donna, la bella Catherine. Un film ricco di poesia, e anche azione, uno dei classici del cinema aventi a tema il “triangolo d’amore” e tutto ciò che ne consegue.

La terza slide è invece rivolta al film “Non Drammatizziamo: è Solo Questione Di Corna!” (titolo originale: Domicile Conjugal, 1970), con Jean-Pierre Léaud e Claude Jade tra i protagonisti. Trattasi di una delle commedie più belle e intelligenti di Truffaut, stavolta la trama riguarda due coniugi che si separano dopo che lei scopre il tradimento di lui. Torneranno molto romanticamente insieme dopo il più classico dei periodi di separazione, di quelli che “fanno bene a entrambi”.

Un “diavolo a quattro”

Il titolo del film “I 400 Colpi” viene da una espressione francese che starebbe per “i 400 colpi del diavolo”, sarebbe l’equivalente dell’italiana “fare il diavolo a quattro”. L’espressione è ovviamente rivolta al protagonista del film Antoine Doinel, monello che non va bene a scuola, non va d’accordo con la mamma e ne combina di tutti i colori con gli amici. Anche François Truffaut, pensate un po’, da giovanissimo non era certo un bambino modello.

Non frequentò la scuola elementare, e fino agli studi nelle scuole superiori, si sentì “un estraneo”. Non amava gli insegnamenti dei suoi professori.  A casa, per via di una serie di circostanze, non andava molto d’accordo con la madre, al punto che la figura materna a lui più vicina fu quella della nonna. Quest’ultima gli fece conoscere il mondo della letteratura leggendo al nipote un romanzo che non ebbe mai pubblicato. Il giovane Truffuatu ne rimase affascinato, al punto che continuò a coltivare la passione per la letteratura, “una delle costanti della mia vita”. Pare che Truffaut, negli ultimi anni della sua vita, leggesse 2 libri a settimana e guardasse 3 film al giorno. Una passione, appunto, rimastagli cucita addosso fino alla morte.

Vi consigliamo un libro

Il libro è “Il Cinema Secondo Hitchcock”. François Truffaut siede a tavolino con il regista di Psycho, per parlare di tutti i suoi film. Ne escono fuori oltre 300 pagine di amore per il cinema. Truffaut domanda, Hitchcock risponde, lasciando aperto il dialogo a tantissimi argomenti.

Con questo libro scoprirete non solo una serie di aneddoti e di “trucchetti” che il grande cineasta americano ha celato dietro i suoi tanti e spettacolari film. Scoprirete anche la “politica dell’autore” di Alfred Hitchcock, un regista che molti “ignoranti” ritengono essere commerciale, senza stile e di poco valore, e che Truffaut invece dice essere l’esatto contrario: per lui Hitchcock era il regista perfetto, capace di girare film in serie senza perdere la propria autorialità dietro la macchina da presa. Di certo quella di Truffaut fu una tesi che ancora oggi meriterebbe di essere riconosciuta vista la perlopiù abbondante superficialità della critica cinematografica con i film cosiddetti “commerciali”.