Gelato Sundae, un business miliardario nato in America

Coppa di vetro, palline di gelato alla vaniglia, biscotti bagnati con sciroppo alla cioccolata, arachidi, ciliegie al maraschino.

Questi erano gli ingredienti che il 3 aprile di 119 anni fa, in una bottega di dolciumi di New York, davano vita al primo gelato dessert della storia.

Da consumarsi preferibilmente dopo i banchetti domenicali (da qui il nome “sundae”, americanizzazione del termine “sunday”, domenica, appunto), il gelato Sundae viene oggi celebrato dal logo Google che ha il merito di farne conoscere l’importanza e la storia a chi americano non è.

Proprio in merito alla storia ci sono delle diaspore sulla paternità del gelato Sundae, paternità che viene rimbalzata da una città all’altra d’America nel finire dell’Ottocento ma, cronologie a parte, chiunque avesse avuto l’idea di industrializzare un dessert dolce, a basso costo e ad alto tasso di assuefazione zuccherosa, ha fatto soldi a palate.

Venduto inizialmente al costo di un nichel, il gelato Sundae invase presto le strade d’America con i famosi carrelli dei gelatai che non faticarono troppo per carpirne un business dai tanto zeri. Oggi il gelato nel mondo registra oltre 50 miliardi di dollari all’anno di vendite, dei quali 11 miliardi in Europa, con gli italiani che toccano quota 2 miliardi, tant’è che il gelato è l’unico prodotto che non ha conosciuto crisi durante gli ultimi 6 anni nel nostro Paese. Da non dimenticare inoltre che il  gelato sundae è inoltre il dolce più consumato dagli americani, che lo preferiscono alle merendine o ai più tipici marshmallows. Anche i ricchi non possono farne a meno: a New York c’è un ristorante che vende la coppa gelato più costa del mondo, 1.000 euro a porzione, frutti esotici, cioccolata prelibatissima, creme caramel da leccarsi i baffi ed un cucchiaino in oro da 18 carati. Quest’ultimo no, non potete mangiarlo.