Gheddafi Libia news: oggi a Tripoli si incontra la stampa

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”Tripoli e’ sotto il nostro controllo. Il mondo lo sappia. Tutto va bene a Tripoli”, e ”abbiamo spezzato la schiena ai ribelli”, ha detto Saif che ha incontrato prima tre giornalisti nella residenza bunker di Gheddafi di Bab al Aziziya e poi si e’ recato al vicino Hotel Rixos, che ospita i giornalisti stranieri nella capitale libica. Le immagini della Bbc hanno mostrato un Saif sorridente, con indosso una T-shirt color verde militare mentre, che stringe la mano alle decine di persone che lo circondano, alzando le braccia al cielo in segno di esultanza e facendo il segno ‘V’ di vittoria.

Le immagini di Saif osannato dalla folla di sostenitori a Bab al Aziziya sono arrivate quasi in contemporanea alle notizie di nuovi bombardamenti da parte dei caccia dell’Alleanza a Tripoli, indicati proprio nella zona del compound-bunker del colonnello. Ma è impensabile che Saif possa essere uscito allo scoperto mentre i jet Nato sganciavano bombe nella zona: l’ennesimo enigma di una strana guerra mediatica. I caccia della Nato hanno ripreso nella notte a bombardare Bab al-Aziziya, il compound-bunker a Tripoli dove si ritiene Muammar Gheddafi sia ancora asserragliato. Come riferisce l’inviato dell’Ansa nella capitale libica, la città sembrava sprofondata in una calma quasi irreale dopo i combattimenti furiosi della scorsa notte e della mattinata di ieri che hanno consentito ai ribelli, secondo il loro portavoce militare Ahmed Omar Bani, di assicurarsi il controllo del 95 per cento della città. Le ore della notte sono state scandite dal rombo degli aerei in avvicinamento, seguiti dal boato dei missili, almeno otto, piovuti sul complesso, cui si sono aggiunte le esplosioni della contraerea e i traccianti che illuminavano il cielo della cittaà. Si presume che il leader libico sia ancora là nei meandri del suo bunker, ma non è detto, sono solo supposizioni. Intanto anche ieri notte, il colonnello ha parlato, fino a quando la sede della Tv è rimasta in mano ai suoi fedelissimi. Una guerra a colpi di artiglieria e messaggi promozionali televisivi a favore di una vecchia Libia che non c’è più.