Giornata decisiva per la manovra di Ferragosto

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Mancano poche ore perché si chiuda la partita degli emendamenti alla manovra di Ferragosto da 45,5 miliardi. Il gong finale per la presentazione delle modifiche al decreto legge 138 alla Commissione Bilancio del Senato suonerà lunedì sera, alle otto in punto. Anche se la sostanza del pacchetto definitivo sarà delineata nel corso dell’incontro, che si terrà probabilmente ad Arcore nelle prime ore del pomeriggio, tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi, i due responsabili dei due maggiori partiti della coalizione di maggioranza. Tra le ipotesi che saranno discusse, l’alleggerimento del contributo di solidarietà sui redditi più alti, l’adozione della patrimoniale anti-evasori, il ritocco all’insù dell’Iva (su cui il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non si è ancora pronunciato), gli eventuali interventi sulle pensioni di anzianità. Insomma, tanta carne al fuoco. La quadra tra posizioni non sempre concordi – si pensi ad esempio alla questione delle pensioni, su cui si è registrata nei giorni scorsi la levata di scudi della Lega – andrà comunque trovata. Sarà poi necessario il via libera di Tremonti. Insomma: il tempo per il discutere è oramai agli sgoccioli.

A poche ore prima del vertice Berlusconi-Bossi, in tarda mattinata, circa 800 sindaci si sono dati appuntamento alla manifestazione organizzata dall’Anci a Milano contro i tagli previsti agli enti locali e la norma che prevede l’accorpamento dei Comuni con meno di mille abitanti. L’Anci chiede di eliminare questa soluzione, per poi discuterne nell’ambito di un provvedimento diverso, quale potrebbe essere ad esempio la Carta delle Autonomie. Insieme alla proposta di eliminare la sforbiciata da 6,6 miliardi, che risulta dal combinato delle ultime tre manovre e di allentare i vincoli del Patto di stabilità, così da poter finanziare gli investimenti. La manifestazione fa seguito ad una settimana di trattative continue con il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Per ora i sindaci hanno ottenuto la disponibilità del Governo di alleggerire i tagli e rivedere la disposizione sui piccoli enti.