Gli spread elevati? Per Standard & Poor’s è colpa della Svizzera…

EURO

Secondo la celebre agenzia di rating statunitense, Standard & Poor’s, la Banca Nazionale Svizzera, per difendere il franco dalla speculazione, ha acquistato, negli ultimi 3 anni, così tanti euro da contribuire alle variazioni dello spread, tra i titoli di Stato dei paesi economicamente più deboli e quelli più forti dell’Eurozona.
In un rapporto, l’agenzia sostiene che la banca centrale svizzera avrebbe una tale montagna di euro da poter finanziare “da sola il 48 per cento del debito pubblico di cinque Stati”. Ovvero Olanda, Austria, Germania, Francia, e Finlandia, guarda caso quelli messi meglio, sul versante dei conti pubblici.
Negli ultimi 7 mesi dell’anno l’istituto di emissione svizzero avrebbe acquistato 80 miliardi di euro di bond, emessi dai 5 paesi in questione.
Argomenta l’agenzia di rating statunitense: «Se la Germania può permettersi di mettere obbligazioni sul mercato a un tasso di poco superiore all’1,5 per cento, o la Francia al 2,23 per cento, la Banca Nazionale Svizzera ha le sue responsabilità». Come pure le ha nello «scarto tra i rendimenti dei titoli dei paesi del centro-nord Europa e quelli del Sud».
Ma banca centrale svizzera controbatte che il verdetto di Standard & Poor’s non considera i forti investimenti “fatti presso altre banche centrali ed istituti internazionali e, puntualmente, comunicati alla fine di ogni mese”.
Resta il fatto che la Banca Nazionale Svizzera è arrivata ad avere in deposito 313 miliardi di euro, vale a dire poco meno della metà del Prodotto interno lordo del Paese. Questo perché, sin dal 2009, di fronte ad una corsa al franco svizzero, da parte di quei risparmiatori del Vecchio Continente preoccupati dalla stabilità della moneta unica europea, l’istituto di credito ha contrattaccato, procedendo a imponenti acquisti di euro.Cosa che ha dovuto fare in questi mese per difendere il cambio (un euro e venti per un franco) fra franco ed euro…