Guerra in Libia: fuori Gheddafi, dentro Google

google maps tripoli

Il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha dichiarato oggi al mondo intero che “il regime libico è finito, siamo al fianco degli insorti per una transizione pacifica”. Sventola la bandiera della libertà a Tripoli, dove intere giornate di guerriglia hanno assediato la città per spodestarla dal regime di Gheddafi. I ribelli e gli insorti hanno praticamente saccheggiato stanza per stanza fino ad arrivare all’assalto al bunker di Gheddafi, dove la resistenza è cessata.

Le agenzie di stampa danno notizie al mondo intero che il regime è caduto, e dell’ex leader libico, se e quando verrà mai catturato, resta soltanto la sentenza da farsi per conto dell’Onu. La notizia che vogliamo riportarvi però riguarda il mondo di Internet, e testimonia come i mercati letteralmente “si aprano” una volta che i regimi lasciano il potere.

La Akamai, società che gestisce il 30% del traffico Internet nel mondo, ha fornito i dati delle connessioni al web in Libia negli ultimi giorni. Dati “sensibili”, per dirla con le stesse parole di Akamai, che parlano infatti di una crescita del +30% del traffico online e della caduta di 5 dei 16 filtri che il regime aveva messo alla rete. Una volta che tutti i filtri cadranno il traffico su Internet dovrebbe ricevere un aumento di +200% / +250%. E siamo solo agli inizi. Molti editori e operatori del web approderanno in Libia, nuova terra di frontiera della grande rete, terra che ha ancora molto da voler “navigare” in questi territori sconosciuti del cyberspazio. Tutti andranno a seguire la grande Google, che nelle ultime ore ha modificato su Google Maps la “Green Square” di Tripoli in Martyr’s Square, piazza dei Martiri, così come è stata rinominata dagli stessi ribelli. Sicuramente Google prima di Gheddafi e dell’Onu stessi ha voltato pagina in Libia. Ottima mossa!