Hong Kong: anche nel regno dello shopping la crisi si fa sentire…

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Certo che la crisi economica mondiale è davvero forte se la crescita delle vendite al dettaglio nella ricca Hong Kong non era mai stata così debole negli ultimi 4 anni.
Nel mese di maggio la città, capoluogo cinese dello shopping, ha fatto segnare un incremento dell’8,8 per cento (pari a 36 miliardi di dollari di Hk, circa 3,6 miliardi di euro), quindi i turisti hanno risparmiato sulle spese di orologi, gioielli…
Il mese precedente la crescita era stata dell’11,4 per cento, ma adesso la media dei primi 5 mesi di quest’anno scivola sotto il 10 per cento (è a quota 9,4 per cento). Era dal settembre del 2009, ovvero un anno dopo il fallimento della Lehman Brothers, che non si avevano simili dati. Ma se allora si poteva addurre il rallentamento al crollo di grandi banche d’affari e alla conseguente ondata di licenziamenti, oggi il sentimento prevalente sembra essere l’abbondanza e la noia. Ci sono poi gli effetti psicologici della crisi, che potrebbe aver limitato la voglia di spendere anche di chi è benestante.
Ha dichiarato Alan Chun, il direttore della Gaily Jewellery Co, una delle più esclusive gioiellierie di Hong Kong: «I turisti non fanno più quelle spese esagerate di una volta non si vendono più pezzi da un milione di dollari (100.000 euro), ma una serie di gioiellini da 30.000 dollari (3.000 euro), che la gente compra solo per vezzo». Allo stesso tempo, però la forza dello yuan e il regime fiscale di Hong Kong, rendono conveniente lo shopping di beni di lusso come scarpe e borse e fanno della città cinese una delle mete per gli acquisti più interessanti di tutto il continente asiatico. Non a caso una serie di gruppi del lusso, tra cui la stessa Prada, ha preferito quotarsi a Hong Kong piuttosto che a Piazza Affari.