Hu Jintao e gli interessi economici cinesi negli USA

Cogliamo l’occasione della visita del premier cinese Hu Jintao in terra americana per fare una piccola digressione sui rapporti economici tra il dragone asiatico e gli States. Il capo di stato, dopo il vertice di mercoledì alla Casa Bianca, si è spostato in fatti oggi a Chicago, dove ha incontrato il sindaco Richard Daley e molti esponenti dell’economia del mid-west, anche cinesi. viene da chiedersi perché proprio Chicago e non, ad esempio, Detroit o San Francisco?

Intanto, l’accoglienza, se tralasciamo le solite proteste pro-Tibet, è stata ottima, segno di un’apertura verso la nuova potenza mondiale che viene ben sintetizzata dal fatto che nel college locale, primo caso nella nazione, si insegna Cinese Mandarino. La visita che è stata definita dagli esperti come “la più importante svolta nella relazione tra i due paesi da 30 anni a questa parte”, ha avuto obiettivi prevalentemente economici.

Nella regione si trova Boeing, il costruttore di aeromobili, fresco di un accordo da 19 miliardi per la vendita di 200 esemplari alla Cina. E parliamo anche di Motorola, leader nella telefonia che riceve il 6 per cento dei propri ricavi dalle vendite in Cina. Oltre a ciò 300 compagnie con base a Chicago hanno uffici in Cina e fanno probabilmente ottimi affari con le 30 imprese cinesi con base a Chicago. Affari – a quanto pare – destinati a diventare più frequenti nel futuro delle due nazioni.