Ici Chiesa, la proposta di Monti

Mario_Monti

E finalmente anche loro sborseranno un po’ di sold, forse. D’altronde tutti dobbiamo fare i sacrifici e quindi era strano che gli unici a non essere colpiti dovevano essere i politici e la Chiesa. Perché sempre loro? No, questa volta il premier ha deciso e lo ha anche annunciato davanti alla Commissione europea che la Chiesa pagherà l’Imu sugli edifici non di culto.

Cerchiamo di capirlo meglio. L’Imu intanto è l’imposta municipale unica, quella che ha sostituito la vecchia Ici e colpirà le attività non esclusivamente commerciali della Chiesa: quindi cliniche, pensioni e scuole. Dunque adesso bisognerà in primis individuare la quota dell’immobile utilizzata a scopi commerciali, poi autocertificarla in un modello ad hoc, preparato dall’amministrazione finanziaria, e su quella alla fine bisognerà pagare l’Imu.

Sarà questo il percorso che verrà attuato sugli immobili posseduti dagli enti ecclesiastici e dalle altre attività non commerciali. In gioco c’è una base imponibile che dovrebbe superare i 171,5 miliardi di euro e che quindi potrebbe produrre un’entrata che va dai 700 milioni al miliardo di euro l’anno.

Quanto detto sinora è stato comunicato esplicitamente, ieri al vicepresidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, dal nostro presidente del Consiglio Mario Monti. E forse questa è forse una delle prime decisioni prese dal nostro premier dove la maggior parte dei cittadini italiani sono assolutamente in accordo perché non si può prendere soltanto da un lato: i sacrifici devono riguardare tutti.

Secondo stime realizzate su alcuni siti web gli immobili posseduti dagli enti ecclesiastici dovrebbero essere circa 100 mila, di cui 9 mila scuole, 26 mila strutture ecclesiastiche e quasi 5 mila strutture sanitarie. Dunque non possiamo negare che si tratterebbe di un enorme potenziale introito. Speriamo, a questo punto, che questa decisione venga presto messa in atto.