Il Carry Trade: guadagno o fregatura?

Il Carry Trade è una tipologia di trading molto diffusi in tempi pre-crisi e, come molte altre “tecniche”, permette di sfruttare un arbitraggio, ovvero una imperfezione fra due o più mercati che permetta di ottenere profitto sfruttando le differenze di prezzo.

Il prezzo in questione è quello dei capitali: gli interessi: il Carry Trader si indebita in strumenti o valute con con tasso di interesse basso, al fine di investire in valute o strumenti con tasso di interesse alto ed intascare così lo “spread” tra i due tassi di interesse. tipicamente i trader operavano sullo Yen giapponese, sfruttando i tassi di interesse prossimi allo zero nel Sol Levante, poi la crisi ha spazzato via un gran numero di operatori.

Un esempio con il Forex Spot potrebbe essere acquistare Dollari Australiani, con un interesse che è attualmente al 4,75%, contro Dollari Americani, il cui tasso di interesse è allo 0,25%. Un capitale di 1.000 Euro con leva di 1:100 permetterebbe di controllare 100.000 Euro su cui riceveremmo interessi complessivi per il 4,5% (4,75-0,25), ossia 4.500 Euro l’anno.

Il Carry Trade, come tutte le pratiche speculative, non è però esente da rischi: innanzitutto Una svalutazione del Dollaro Australiano contro la sua controparte statunitense renderebbe l’operazione decisamente meno profittevole. Poi bisogna tener conto che gli arbitraggi sono imperfezioni che si riequilibrano da sole , dal momento che sempre più operatori sfruttano la differenza fra tassi, spingendo in alto l’AUD e in basso l’USD.