Il lusso non conosce crisi, prevista una crescita fino al 2014

ARMANI GIORGIO

In piena controtendenza quello del lusso sarà un anno di crescita e con ottime prospettive fino al 2014. Un settore che ha quindi davanti una lunga strada positiva. E’ quello che stimano l’osservatorio di Altagamma e i consulenti di Bain.
La fondazione presieduta da Santo Versace per quest’anno stima che il margine lordo del settore lusso aumentera del 10 per cento, ma anche i ricavi di tutte le categorie di prodotti e di tutti i mercati sono visti in crescita.
Per Bain la crescita del fatturato del comparto crescerà nei prossimi 3 anni del 7-9 per cento, passando da un risultato aggregato 2011 di 191 miliardi di dollari Usa a quota 235-240 miliardi di dollari Usa a fine 2014.
La fetta più grande della crescita va agli accessori (borse e scarpe), mentre i mercati più promettenti sono l’Asia e il Sudamerica. Giappone ed Europa, freneranno, così come calerà il forte incremento registrato negli ultimi tempi dalla Cina.
Spiega Claudia D’Arpizio, esperta del settore lusso per Bain & Company: «In Asia c’è un pubblico più giovane che ha esigenze diverse. I giovani sono clienti sofisticati, vogliono praticità e ritengono che il lusso debba essere immediato: aspettare 6 mesi per una Kelly è il concetto di scarsità di un bene, non va di moda nell’era digitale in cui sono cresciuti questi consumatori».
Le donne asiatiche cominciano a guadagnare e a spendere mentre gli uomini di tutto il mondo cercano un abbigliamento meno formale, nascono nuovi e importanti mercati come l’Indonesia o il Sud Africa, dove c’è lo stesso numero di ricchi che c’è in Russia.