Il Movimento dei Forconi in Sicilia

autostrada pa-me

E’ il terzo giorno in Sicilia che avviene il blocco dei tir, lo sciopero proclamato dal movimento “Forza d’urto”, la sigla che mette insieme i camionisti aderenti all’Aias, gli agricoltori riuniti sotto la sigla di “Movimento dei forconi” e i pescatori che, da lunedì scorso, hanno bloccato le strade, i ponti, i porti, le ferrovie di varie città per protestare contro l’aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe delle autostrade.

A Palermo addirittura da ieri, martedì 17 gennaio, è iniziato a scarseggiare anche il carburante e nella Palermo-Messina continuano ad essere bloccati gli ingressi delle città e la linea ferroviaria. Resistenza. Gli scioperanti non sembrano voler mollare, anzi. Quello che chiedono è un intervento del Governo per ridurre il prezzo del gasolio in Sicilia.

Nel mentre, la Confederazione italiana agricoltori insieme ai Codacons chiede l’intervento delle autorità di modo che venga garantita la libera circolazione di mezzi e persone. Secondo le due associazioni i metodi di protesta messi in atto, ledono le libertà e i diritti dei siciliani, arrecando loro un ulteriore danno invece di agevolarli.

Ovviamente lo sciopero e il conseguente blocco delle difficoltà le stanno creando ma se non fosse così non avrebbe molto senso. Secondo Cia e Codacons, questo comportamento però porta solo a penalizzare ulteriormente la Sicilia, la sua fragile economia e in particolare la commercializzazione dei prodotti agricoli siciliani.

Intanto si è già arrivati al terzo giorno di sciopero e gli autotrasportatori Aias, gli agricoltori di “Movimento dei forconi” e quelli di “Forza d’urto” non sembrano voler cedere neanche per un attimo, o per lo meno forse affinchè non sentono pronunciare dal Governo ciò che vogliono ottenere: la riduzione del prezzo del gasolio. Chissà che questa non sia la volta buona che una manifestazione porti anche a dei risultati.