In Cina un giornale “rosso” quotato in borsa

giornale cinese

Una notizia incredibile che ci fa molto riflettere. In Cina, il quotidiano ufficiale del partito comunista nel luogo simbolo del capitalismo, il Renmin Ribao, sbarca nella Borsa di Shangai.

L’organo ufficiale del partito comunista cinese si appresta quindi ad entrare in Borsa. Un evento. Il giornale Renmin Ribao è stato fondato da Mao Tse-Tung nel lontano 1948. Mao ne firmò a mano il primo numero. La decisione adesso di entrare in Borsa è stata dovuta al fatto che le condizioni economiche del quotidiano non sono buone e quindi per lanciare il suo nuovo sito internet ha pensato bene che la soluzione potesse essere quella di fare il gran salto.

Il sito internet del “Quotidiano del Popolo”, ideato e lanciato oltre 15 anni fa, necessita di almeno 500 milioni di yuan, pari a circa 62 milioni di euro, per rinnovarsi ed investire in servizi mobile. La Commissione del giornale però non ha ancora deciso se deliberare a favore di questa scelta epocale anche se comunque sono molti coloro che sono convinti che la scelta sia positiva.

Cercare investimenti sul mercato sgraverebbe di parecchio i costi per il governo di Pechino, che già finanzia molti organi di stampa e alcune televisioni. In un Paese come la Cina con oltre un miliardo di abitanti di cui quasi la metà sono internauti, la sfida del web è chiaramente una questione centrale per il rafforzamento di un partito come quello comunista.

Dunque sono molti coloro che sono d’accordo sulla quotazione in Borsa del quotidiano, anche se secondo alcuni esperti questa scelta sarà controproducente, poiché mettersi nelle mani dei mercati significa aprirsi alle regole del liberismo, sia economico che culturale, e rinunciare quindi ad un controllo così sistematico sui mezzi e sui contenuti dell’informazione.

Sono pronti i cinesi comunisti per una svolta del genere?