Indignati Roma 15 ottobre, oggi le perquisizioni

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In seguito alla guerriglia urbana che ha avuto luogo a Roma sabato scorso, si contano i feriti provocati dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e i danni causati dai black bloc, che secondo le ultime stime ammontano a un  milione di euro.

Auto bruciate, sampietrini divelti, vetri delle banche rotti e bancomat distrutti, così si presentava, a fine giornata, Piazza San Giovanni. “Occorre distinguere- sottolineano alcuni manifestanti- tra noi e i black bloc, intervenuti solo per distruggere e sfogare la propria rabbia in violenza, rovinando la nostra pacifica e ben organizzata manifestazione di protesta”.

Il rischio, in questi giorni, è infatti quello di identificare gli indignati che volevano organizzare una manifestazione pacifica, con alcuni black bloc infiltratisi nei cortei.

Delle venti persone fermate sabato a Roma con l’accusa di danneggiamento e offesa al pubblico ufficiale, dodici sono state arrestate. E’ iniziata oggi, in tutta Italia, una serie di controlli a tappeto negli ambienti anarchici ed estremisti da parte di polizia e carabinieri. A Torino, Napoli, Firenze e Milano i fermi sono stati numerosi, così come le perquisizioni nelle case delle persone ritenute vicine a questo tipo di ambienti. Il materiale sequestrato, rinvenuto soprattutto nei centri sociali di stampo anarchico come quelli di Bologna, è tuttora al vaglio degli investigatori.

Intanto si levano sempre più voci di protesta da parte del mondo politico e degli indignati stessi, che contestano la violenza e l’organizzazione dei block bloc,che nella giornata di sabato hanno messo a ferro e a fuoco la capitale.