Industria: VHT, la rinascita economica parte da Bodio Lomnago

Pensavano di veder partire solo alcuni camion con l’arrivo del mese di settembre. Così era previsto nel piano industriale dopo la fase di progettazione, sviluppo e test. E invece, in poco più di un mese hanno già inoltrato diversi ordini, alcuni dei quali anche all’estero. In via Risorgimento a Bodio Lomnago, piccolo borgo in provincia di Varese, dove ha sede VHT (Varese Hoisting Technology) la soddisfazione è palpabile.

Perché, come spiega Libero Donati, amministratore unico di VHT, «sapevamo che ci stavamo imbarcando in un’avventura un po’ rischiosa, ma dove tutti noi sapevamo benissimo quello che c’era, e c’è, da fare; ma non immaginavamo una risposta così soddisfacente». VHT nasce nel giugno del 2011. A gennaio di quest’anno, grand parte dell’intero capitale sociale (4 milioni di euro) viene raccolto: metà dai soci metà erogato da un isituto bancario. In primavera iniziano i test sui primi prodotti (paranchi a catena e fune). A inizio estate, terminati i test, il management organizza una presentazione dell’azienda dedicato a tutti gli stakeholder di riferimento che non mancano all’appuntamento: «I sistemi di sollevamento sono un fiore all’occhiello dell’industria italiana -continua Donati-. Purtroppo, negli ultimi dieci anni questo fiore stava appassendo, sotto il peso di acquisizioni straniere e di un lassismo imprenditoriale ingiustificato.

Chi ha fondato VHT, come il sottoscritto, ha dedicato la propria vita ai sistemi tecnologici di sollevamento che sono la parte nobile di tutti quei macchinari che, ogni giorno, servono alle imprese per sollevare dei carichi. Abbiamo deciso, forse con un po’ di incoscienza, di buttarci in questa avventura e i risultati che stiamo ottenendo ci fanno sperare davvero bene per il futuro». Tra luglio e agosto le prime ordinazioni.

Poi, un aumento sempre più deciso tanto che, oggi, contatti diretti ci sono anche con paesi stranieri come la Romania (dove sono state già effettuate commesse), il Belgio, l’Olanda, la Germania e Israele. Ma, come tiene a precisare Donati, «la vera sorpresa sono state le ordinazioni che abbiamo ricevuto dall’Italia, soprattutto da aziende che operano nel Nord, ma anche qualche ordinazione dal Centro e dal Sud, a dimostrazione che la nostra industria ha ancora un cuore pulsante e che può riprendersi più in fretta di quanto possiamo immaginare». I paranchi a fune e catena, infatti, sono utilizzati in quasi tutti i campi industriali. Negli ultimi anni, sia la produzione sia la richiesta di questi prodotti, in Italia, era quasi collassata. Nel solo 2011, anno di costituzione di VHT, la domanda di sistemi tencologici di sollevamento era calata del 10%, con un calo generale negli ultimi tre anni di circa il 40%: «Ecco perché pensavamo di esserci imbattutti in una sfida difficile, anzi difficilissima, e che i primi ordinativi ci sarebbero arrivati quasi esclsusivamente dall’estero -conclude Donati-. Invece le ordinazioni crescono e anche le nostre procedure interne si stanno affinando di giorno in giorno proprio perché ci siamo scontrati con un’operatività che non ci aspettavamo. Pensiamo di raggiungere un ragguardevole fatturato entro la fine dell’anno, in linea con il piano industriale». Operatività e consegne significano anche nuovi posti di lavoro: per i soli tre mesi restanti del 2012, VHT ha in animo di assumere sei nuove figure professionali portando l’organico interno a 16 unità. Per il 2013, sono prevsiti ulteriori 13 inserimenti. La piena occupazione, da piano industriale, sarà raggiunta entro il 2015 portando l’organico totale a 80 unità.