Investire in borsa come si fa?

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Penitenza o verità: a chi in questi giorni di crisi, con tutto il gran parlare attorno borse e mercati, non è venuto in mente di giocare in borsa? Alt!Facciamo un passo indietro, nonostante si utilizzi quel verbo, non è un gioco, non è come una partita a poker o scommettere. Per affacciarsi nel rischioso mondo della borsa e del mercato azionario, conviene avere delle basi e un minimo di nozioni del settore. Come ogni investimento rischioso, la borsa può portare a profitti molto cospicui e il guadagno facile invoglia chiunque.

Investire nel mercato azionario, però, non è come giocare al casinò: il profitto dipende dall’oscillazione del valore dei titoli acquistati, i quali a loro volta dipendono dal rendimento e dallo sviluppo della società per azioni dalla quale abbiamo comprato il dividendo. Bisogna quindi essere ben preparati e informati, specialmente della società di cui si ha intenzione di acquistare i titoli, per evitare speculazioni azzardate. È vero che esistono investitori che contano esclusivamente sulla fortuna o sul loro sesto senso, ma sono una minoranza ristretta, chi gioca in borsa non è uno sprovveduto. È bene tenersi informati su andamento della società e dei mercati finanziari in generale. Giocare in borsa può portare a profitti pari al 10% al mese del capitale investito, spesso anche il doppio e a volte anche di più. Si tratta di un rendimento molto più elevato della maggior parte dei metodi di investimento comuni. Ai principianti è consigliabile affidarsi, almeno all’inizio, ai consigli e alle nozioni di una società già ben inserita nel settore, per poter approfittare al meglio delle opportunità offerte dal magico mondo dei numeri della finanza, dove i broccoli si trasformano in oro, ma attenzione al processo inverso. Investire è un po’ come il giardinaggio di un certo livello, bisogna dedicargli tempo ogni giorno, seguirlo, prendersene cura, altrimenti è un attimo nel ritrovarsi il cortile pieno di erbacce. Astenersi impulsivi, il sangue freddo è la chiave per non andare in panico al primo segnale negativo. È sempre meglio mancare un enorme guadagno che centrare una perdita secca.