Investire online in borsa

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Spregiudicati con nervi d’acciaio. No, non stiamo parlando di spietati e perfetti robot programmati per uccidere. Queste sono le caratteristiche di chi, mentre i mercati finanziari crollano sui timori di una possibile recessione, non esita ad investire in titoli azionari e a speculare in borsa.

 

Mentre i grandi imprenditori fanno shopping e rafforzano le loro posizioni e azioni, i tanti piccoli risparmiatori tentano impavidi la fortuna cercando in questo modo di dare una mano al destino. Ma chi sono esattamente? Tra loro c’è chi è studia ancora Economia e chi s’improvvisa trader. Sapere i fondamentali aiuta, ma per districarsi tra rimbalzi, rally e rating non bastano dei manuali e spesso non serve necessariamente essere dei massimi esperti. A volte basta solo un buon colpo di fortuna come al tavolo di un poker. E in tempo di crisi, con prezzi in borsa che qualcuno definisce veri saldi, c’è chi punta a raddoppiare il proprio personale patrimonio investendo su una piattaforma online. Ma attenzione, perché davvero non è tutto oro quello che luccica. Le insidie del labirinto del mercato sono tante. Diventare ricchi non è un gioco a carte e non è affatto così facile come si possa pensare. Dopo la buona crescita delle transazioni registrate a luglio, quando i mercati hanno iniziato la corsa sulle montagne russe, ad agosto è stato il boom degli scommettitori in rete. Per Cmc Markets, broker con una piattaforma online per il forex e presente in Italia con oltre 6mila Cdf (Contract for Difference), ad agosto l’operatività sul mercato italiano ha registrato una crescita del 33,1% delle transazioni eseguite e del 30,3% del controvalore complessivo generato dagli scambi in Cfd. Ma c’è anche l’altra dura faccia delle medaglia. Ogni anno in Italia circa 3.500-4 mila persone si suicidano. In quest’ultimo anno, però, sono aumentate le richieste di aiuto da parte di persone ridotte alla disperazione per aver perso il lavoro o che si sono sentite soffocare dalle difficoltà economiche. Quelle di chi ha visto un figlio o un marito suicidarsi proprio per motivazioni legate alla crisi economica. Tutte le perdite, da un lutto a un licenziamento, alla perdita di denaro, aumentano il pericolo di suicidio, perché mettono alla prova la stabilità psicologica e le prospettive del futuro dell’individuo stesso e di coloro che gli sono accanto. Si tratta di un fenomeno ben conosciuto, che si iniziò a studiare proprio con la grande crisi del 1929, periodo in cui si verificarono un aumento di suicidi soprattutto fra gli uomini. Questo non significa che investire conduca alla tomba, ma l’atteggiamento da adottare in borsa non è quello del giocatore d’azzardo ma piuttosto quello del calcolatore logico e razionale con un’ampia prospettiva di futuro.