Israele Palestina, stop del Trattato in Medioriente

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Nessuna pace in medio oriente, se qualcuno non lo avesse ancora capito. A chiarirlo è il movimento integralista Hamas, al potere nella Striscia di Gaza, che ha annunciato di non ritenersi più vincolato dalla tregua di fatto che da oltre due anni osserva con Israele. “Non esiste più nessuna tregua con il nemico”, afferma in un comunicato l’organizzazione palestinese. L’annuncio fa seguito all’escalation di violenze registrata negli ultimi due giorni.

Dopo gli attacchi coordinati avvenuti giovedi nel deserto del Neghev in cui hanno perso la vita sei civili e due militari israeliani, le forze armate dello stato ebraico ieri per rappresaglia hanno colpito più volte la Striscia di Gaza provocando più di 10 morti. Chiamata in causa, Hamas ha negato ogni responsabilità per gli attacchi, ma per tutta la giornata di ieri, alcune fazioni armate della Striscia, hanno risposto ai raid aerei con lancio di razzi verso il territorio israeliano. Intanto si scatena l’ira funesta dell’Egitto, che ha richiamato il suo ambasciatore in Israele, e contestualmente ha convocato l’ambasciatore israeliano al Cairo, per protestare contro l’uccisione, giovedì sera, di tre suoi agenti della sicurezza al confine con lo Stato ebraico. Secondo il Gabinetto del Cairo “Israele è politicamente e legalmente responsabile per l’incidente” che rompe il trattato di pace del 1979 tra i due Paesi. Gli ufficiali di Tel Aviv per ora non commentano la decisione.

Le violenze di questi giorni nella striscia di Gaza risollevano, in una forma acuta ma familiare, la domanda più semplice eppure così difficile che ci facciamo da anni: che tipo di accordo è possibile, se è possibile, tra Israele e gli Arabi? Troppo a lungo si è creduto, sia nella regione che altrove, che la pace fosse impossibile e che la lotta degli arabi contro Israele sarebbe continuata all’infinito. Nello stesso tempo Israele poteva sopravvivere e persino servire come fonte ufficiale di ostilità per le varie dittature del mondo arabo, fornendo uno strumento relativamente innocuo per il risentimento e la rabbia dei cittadini che altrimenti si dirigerebbe verso i propri governi. Così l’unica pace possibile e pratica è stata la pace della morte. La storia più recente del Medio Oriente mostra come non ci sia alcuna possibilità di pace. In questo caso il risultato più probabile per la regione nel suo complesso è la discesa nel caos e nella reciproca distruzione – forse questa volta coinvolgendo anche quell’Europa islamizzata-  lasciando il futuro del mondo diviso o conteso tra Asia e America. E la domanda allora è un’altra: chi trae realmente vantaggio da tutto questo odio? Chi trama contro la pace in medio oriente? Si, perché dietro questo film del terrore, in scena da anni, sembrano proprio esserci dei registi neanche tanto occulti.