Istat: preoccupa la disoccupazione giovanile

Brutte notizie dal fronte lavoro. Cresce il tasso di disoccupazione a marzo, con quasi il 30% dei giovani senza lavoro e il dato nazionale che arriva all’8,3%.

Anche l’inflazione, che ad aprile tocca la soglia del 2,6%, ai massimi livelli dal 2008, con un incremento acquisito per il 2011 che si attesta intorno al 2,2%, continua a preoccupare. Segnali positivi, invece, giungono grazie all’occupazione, con un incremento di 111.000 unità a marzo.

In pratica, in base ai dati forniti dall’Istat, l’Italia appare spaccata in due.
Da una parte i sindacati, opposizione e parte del mondo del lavoro che focalizzano l’attenzione sulla grave situazione del paese e, dall’altra parte, il governo accompagnato da una parte del commercio, che resta ancorato ai numeri sulla crescita dell’occupazione.

Nel mese di aprile, secondo le stime preliminari dell’Istituto di statistica, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese di marzo e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Per quanto riguardo la disoccupazione, dopo la lieve flessione di febbraio il dato di marzo risale di un decimo di punto attestandosi all’8,3%.

Il numero dei disoccupati, giunto ormai a quota 2.071.000, è in crescita del 2% rispetto a febbraio. L’aumento riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua, invece, il numero di disoccupati diminuisce del 2,5% (-53.000 unità).

Cresce, ed è il dato più preoccupante, anche il tasso di disoccupazione giovanile, che sale di 0,3 punti percentuali, posizionandosi al 28,6%; che tradotto in numeri vuol dire più di un giovane italiano, tra i 15 e i 24 anni, su quattro senza lavoro.

Il dato sulla disoccupazione giovanile è, senza dubbio, estremamente preoccupante anche perché l’Italia ha bisogno di crescere e può crescere, come dicono gli economisti e gli addetti ai lavori, solo recuperando una produttività totale dei fattori.

Per i sindacati, invece, la disoccupazione sopra l’8% è un dato strutturale che peggiora continuamente. Non è assolutamente un fatto da sottovalutare.