Italia in recessione 2012: cosa significa, conseguenze, differenze dalla crisi

montecitorio

Sul portale economia di Wikipedia si legge che, secondo i parametri economici degli Stati Uniti d’America, “si parla di recessione quando il Prodotti Interno Lordo reale diminuisce per almeno due trimestri consecutivi”.

E’ esattamente quanto successo in Italia, che questa settimana è entrata “ufficialmente” in recessione e adesso ha da farsi i conti con le difficoltà che guardano la ripresa economica, se mai ci sarà.

Si legge, sempre sulla pagina sopra segnalatavi, che i sintomi della recessione sono la diminuzione della produzione, un aumento della disoccupazione, la diminuzione dei tassi di interesse bancari, l’aumento dei prezzi e la diminuzione della domanda di beni e servizi. Di nuovo, questi sintomi erano più che presenti nei mesi precedenti febbraio 2012. La recessione quindi era nell’aria: in questo articolo, trovate alcune informazioni utili a “schiarirvi” le idee in merito alla recessione. Che cos’è e cosa significa questo termine?

Differenza tra crisi e recessione

Questione di numeri: se la variazione del PIL di un Paese rispetto all’anno precedente è inferiore all’1%, si parla di crisi economica; se è superiore, si parla di recessione. Nel caso dell’Italia, l’anomalia deriva dal fatto che per un periodo così prolungato, il PIL sia stato inferiore all’anno precedente. In termini prettamente economici, 5-6 anni di crisi economica sono più costosi di 2 o 3 anni di recessione.

C’è una sorta di “effetto trascinamento” che espone i mercati (a tal proposito, da segnalare il recente declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating) e danneggia le dinamiche industriali. In media, il PIL dell’Eurozona è sceso del –0,3% rispetto al trimestre precedente.

Quali sono le conseguenze della recessione?

Una recessione economica, perlomeno stando agli insegnamenti della storia (su tutti, la recessione degli anni ’20), comporta un indebolimento del sistema bancario, una riduzione dei profitti (i prezzi di mercato dei beni venduti scendono, i costi di produzione e distribuzione dei beni prodotti salgono), diminuiscono gli ammortizzatori sociali e i piani di assistenza pubblica.

Questo scenario, grava sul tessuto sociale facendo aumentare la disoccupazione e creando la necessità di sapersi rinnovare, trovare via d’uscita, da parte delle classi sociali più colpite. Sempre restando a tema “la storia insegna”, ogni recessione economica è stata affiancata dalla caduta delle valute monetarie sui mercati e dal fallimento dei tentativi di collaborazione internazionale. Questo scenario vi ricorda qualcosa?