Italo Calvino ai tempi degli indignados

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Oggi Google celebra l’88° Anniversario della nascita di Italo Calvino, scrittore italiano tra i più importanti della nostra storia della letteratura. Il logo Google pare rendere omaggio alle Cosmicomiche, raccolta di racconti scritti tra il 1963 e il 1964, narrati in prima persona dal mitico “Qfwfq”, ricordate?, narratore il cui nome meglio di ogni altra cosa esprimeva la para-testualità dei racconti di Calvino.

Di Italo Calvino conosciamo tutte le sue opere grazie alla ricca presenza dell’autore nei programmi scolastici italiani: I Nostri Antenati, Se Una Notte D’Inverno Un Viaggiatore, Il Marcovaldo, Il Visconte Dimezzato, sono alcune delle sue opere passate agli archivi come pietre miliari della letteratura e della ricerca linguistica italiana. In pochi, però, hanno avuto modo di apprezzare meglio l’Italo Calvino intellettuale politico, cittadino attentissimo ai valori dei diritti e della libertà per il nostro Paese. Attivista del Partito Comunista Italiano, fu nella sfera politica che Calvino ebbe modo di incrociare l’impegno culturale con quello della partecipazione alla vita civile del Paese.

Calvino poi, tramite una lettera formale, annunciò le dimissioni dal PCI (per diversi motivi: chiusura culturale del partito, mancanze di idee di rifondazione, dissensi con le evoluzioni della politica sovietica), ma non si smise mai di partecipare alla vita politica con alcune critiche pubblicate su riviste di intellettuali. Curiosità: Italo Calvino era molto affascinato dai movimenti studenteschi, e proprio negli anni in cui questi ultimi rappresentavano una concreta minaccia per il PCI (metà anni ’60 – primi anni ’70) inasprì i suoi dissensi con il Partito Comunista. Oggi, “ai tempi degli indignados”, Italo Calvino probabilmente riprenderebbe in considerazione la sua vena anarchica e libertaria che aveva contraddistinto i suoi impegni politici negli anni successivi alla Resistenza Italiana.