Iva 21 percento: da quando si applica?

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Aumento dell’ aliquota ordinaria dell’ Iva dal 20 al 21%, contributo di solidarietà del 3% sui redditi oltre i 300 mila euro annui, accelerazione del percorso di adeguamento dell’ età per le pensioni di anzianità delle donne, nel settore privato, a 65 anni. Nonostante le recenti smentite il governo ha puntato nuovamente sulla fiducia. Il Consiglio dei ministri, infatti ha blindato il voto al Senato sul maxi emendamento e sono arrivate nuove sostanziali modifiche al decreto.

Tre le misure appunto quella dell’ aumento di un punto Iva, dal 20 al 21, con destinazione del maggior gettito a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico, fino al pareggio di bilancio. Di fronte al nervosismo dei mercati, e dopo l’ appello del presidente della Repubblica a rafforzare la manovra per renderla più credibile, il governo rimette le mani sul piano per l’ anticipo del pareggio di bilancio al 2013. Nella manovra di Ferragosto, insieme a una modifica delle nuove norme penali sul carcere per gli evasori, entra così, a integrale miglioramento dei saldi e non per coprire altre spese, un nuovo aumento delle tasse che vale altri 4 miliardi di euro l’ anno. Tutte le nuove entrate arriveranno dall’ aumento dell’ Iva, quindi dalle tasse sui consumi, visto che il gettito del contributo di solidarietà, come i risparmi di spesa sulle pensioni delle donne nei primi anni, sono irrisori. A essere colpiti dall’ inasprimento dell’ Iva saranno tutti i servizi (da quelli professionali alle bollette e alle tariffe) e un gran numero di beni. Di fatto restano esclusi dagli aumenti solo gli alimentari (ma non tutti, solo quelli considerati essenziali), l’ editoria, bar, ristoranti, alberghi e ristrutturazioni edilizie. Con l’ incremento deciso ieri, per giunta, l’ aliquota ordinaria dell’ imposta sul valore aggiunto in Italia diventa tra le più alte nella zona euro: ci superano solo la Finlandia(25%), poi Grecia e Portogallo (23%), e arriviamo al livello del Belgio e dell’ Irlanda. Per integrare la manovra sotto il profilo dell’ equità (l’ aumento dell’ Iva colpisce tutti nella stessa misura, quindi fa più male ai poveri che ai ricchi), arriva anche il contributo di solidarietà sui redditi più alti. Era già entrato nella prima versione del decreto (quella decisa ieri è la terza modifica sostanziale della manovra bis), e doveva colpire i con una sovrimposta del 5% i redditi oltre 90 mila euro e del 10% quelli oltre i 150. Poi era saltato e ora ritorna, ma solo per i super ricchi, e in misura più limitata.

Dure le reazioni dell’opposizione: “Avevano promesso di non mettere la fiducia per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire. L’ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace” afferma il segretario nazionale Pier Luigi Bersani. “La fiducia posta dal governo al Senato – denuncia il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro – è un atto di vigliaccheria da parte di un esecutivo che non ha più niente da dire e da dare al paese. È un governo che intende far passare, tramite il ricatto e la compravendita di senatori, una manovra che grava pesantemente sulle spalle degli italiani”. Critica anchela Uil, solitamente non ostile alle iniziative del governo: “L’emergenza finanziaria non può giustificare l’aumento dell’Iva, soprattutto delle aliquote più basse, nè l’accelerazione dell’equiparazione dell’età per il pensionamento delle donne” sostiene Luigi Angeletti. Anche Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, si dichiara contrario alle modifiche introdotte: “Siamo contrari sia all’aumento dell’età pensionabile per le donne, sia all’aumento dell’Iva. Se il Governo vuole fare un intervento equo e condiviso socialmente, introduca una patrimoniale, escludendo la prima casa e ripristini il contributo di solidarietà a partire da chi non ha la ritenuta alla fonte, facendo pagare chi guadagna di più e possiede di più”. Ancora più durala Cgil, già scesa in piazza ieri per protestare.