Iva 22 per cento: se si, da quando?

Mario_Monti

Il governo Monti inizia a prendere i primi provvedimenti.

Ed ecco qui la descrizione di uno dei primi che forse tra poco vedremo messo in atto. E’ quello sull’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria dell’Iva, e forse anche di quella agevolata. Poi una prima stretta sulle pensioni e il taglio di alcuni sgravi fiscali. Le ipotesi più accreditate in questo momento si concentrano sull’aliquota ordinaria. Il governo precedente, ovvero quello presieduto da Silvio Berlusconi, l’aveva già portata al 21%. E’ quindi probabile che il nuovo presidente del Consiglio ritocchi di nuovo l’aliquota, portandola al 22%. Questa è una possibilità che è stata prevista dalla delega fiscale assistenziale del governo e proprio per questo sarà difficile che l’esecutivo di Mario Monti rinuncerà di sfruttare questa possibilità. Il nuovo presidente del Consiglio ha proposto uno scambio tra l’Iva e un alleggerimento del fisco sul lavoro. Se le voci di un aumento dell’Iva risultassero fondate, vorrebbe dire che il governo ha deciso di non aspettare i tempi della delega fiscale. Questo comporterebbe la rivolta dei sindacati. Con la delega fiscale potrebbe invece arrivare una rimodulazione delle aliquote contributive, per favorire le nuove assunzioni e il lavoro femminile. Inoltre, di nuovo oggi rispetto ai giorni scorsi, è girata la voce di un possibile aumento dell’aliquota intermedia, quella al 10% che si applica, tra le altre cose, ad alcuni dei beni alimentari, alle ristrutturazioni edilizie e ai servizi al turismo. Questa ipotesi ha ricevuto ovviamente ampie critiche da parte delle associazioni dei commercianti e da quelle dei consumatori, che preferirebbero la patrimoniale.

Adesso vedremo come finirà.