La crisi dei generi alimentari: dove sta andando l’economia?

Che i prezzi dei generi alimentari stiano salendo un po’ dappertutto nel mondi non è certo una novità da un biennio si susseguono rivolte e sommosse contro i governi per l’aumento dei prezzi del cibo e il caro-vita, a partire da quelle di Haiti nell’aprile 2008, per arrivare poi alla situazione del Mozambico nel settembre scorso. Ora l’allarme rosso proviene da Algeria e Tunisia, teatro di proteste che hanno già causato decine di morti negli scontri tra manifestanti e poliziotti.

La FAO, dal canto suo, aveva già lanciato l’allarme mesi fa, per poi farlo rientrare quando la situazione delle derrate sembrava potersi stabilizzare. Non si tratta solamente di una questione prettamente umanitaria: prezzi dei generi alimentari alle stelle falsano anche il naturale andamento del mercato: in questo momento ci troviamo esattamente sull’orlo di una crisi simile a quella del 2008, o forse stiamo per ricadere nello stesso fenomeno che era stato congelato nei mesi della recessione.

Il governo tenta di arginare il fenomeno tagliando sui prezzi e proclamando la riduzione del 41% della tassazione su zucchero e olio, che resterò in vigore almeno fino ad agosto. Sicuro è, però, che il mercato globale dell’alimentare è caratterizzato da deficit strutturali dovuti al rapido arricchimento di larghe fasce di popolazione in regioni come il sud est asiatico, oltre che alla volatilità del prezzo del petrolio; la cosa rende necessario ripensare nell’immediato i sistemi di produzione e distribuzione di tali generi, mitigando gli eccessi del mercato finanziario.