La crisi economica ha dato il via alla corsa all’oro

lingotto

Nei periodi di crisi, un metallo come l’oro, può rappresentare uno dei principali rifugi per gli investitori. Questo è oramai un dato certo.

Ma ciò che sicuramente non potevamo aspettarci è quello che è venuto fuori da una recente ricerca, pubblicata ieri dal quotidiano economico francese, Les Echos. Secondo la rivista, che ha citato i dati del World Gold Council per spiegare quello che sta accadendo in questi ultimi mesi, gli istituti centrali hanno acquistato nel terzo trimestre del 2011 qualcosa come 148,4 tonnellate di oro. Il Word Gold Council che è l’associazione industriale delle principali aziende minerarie aurifere, dichiara che in termini di controvalore la domanda ha ammontato a 57,5 miliardi. Si tratta di un nuovo livello record. Dal primo gennaio 2011, il quantitativo ha raggiunto già oggi 348 tonnellate e, secondo quanto dicono gli esperti, questo entro la fine dell’anno potrebbe persino arrivare a quota 450 tonnellate. La domanda dell’oro è quindi aumentata nel terzo trimestre di quest’anno del 6% a 1.053,9 tonnellate. Una situazione davvero sconvolgente visto che un tale livello non si raggiungeva dal lontano 1972, anno in cui venne archiviato il sistema di Bretton Woods. A guidare questo fenomeno sono stati i Paesi emergenti: Cina, India, Russia, Sri Lanka, ma anche il Messico e la Corea del Sud. Secondo il World Gold Council a spingere gli investitori a puntare su un metallo come l’oro è stato sicuramente l’aumento dell’inflazione, il declassamento del rating negli USA e l’inasprimento della crisi del debito in Europa. Alla fine l’oro non perde mai.

E’ una di quelle cose che ogni qual volta l’acquisti sai di aver fatto un buon investimento.