La crisi in Egitto fa schizzare le commodities, petrolio ai massimi da settembre

L’Egitto gode di notevole attenzione mediatica ultimamente: manifestazioni e capannelli, violenza e repressioni, a cui si è aggiunta la notizia dell’oscuramento di internet e dello scioglimento del governo da parte del presidente Mubarak. Ma un paese del genere  nel caos ha conseguenze anche sull’andamento dei mercati mondiali, specie quelli delle commodities.

L’agenzia di rating Standard&Poor aveva già annunciato contrazioni e aumenti vari legati all’incertezza politica, quando la crisi in Tunisia aveva raggiunto l’epigono, con la fuga dell’ormai ex-presidente Ben Alì, e puntuali si erano verificati rincari dell’oro. In questo caso a schizzare è stato il petrolio, ai massimi da settembre.

Un altro segnale sono massicci acquisti di Yen Giapponese, quasi che gli operatori si vogliano rifugiare nella valuta di un paese che si trova dalla parte esattamente opposta del globo rispetto ai disordini. E soprattutto nonostante il debito di questo stato sia stato appena declassato dalle agenzie di rating stesse.