La nuova Libia: Conferenza di Parigi, la Russia riconosce il Cnt

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A poche ore dall’apertura a Parigi della Conferenza Internazionale degli Amici della Libia, ex Gruppo di Contatto, anche la Russia riconosce il Consiglio nazionale degli insorti come legittimo rappresentante della Libia. Lo afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. E a Parigi si disegna il futuro della Libia e i suoi nuovi tratti politici. Un deja vu che ricorda tantola Restaurazione messa in atto dall’Europa dell’Ancien Régime per contrastare le idee della rivoluzione francese. Un vecchio vizietto degli europei di frenare l’autodeterminazione dei popoli in rivolta.

A Parigi si disegna il futuro, si fanno bozzetti e scarabocchi e si cerca di delineare i  nuovi tratti politici della Libia, depurata dal tiranno, come tutti volevano, ma considerata ancora un frutto troppo acerbo per affrontare da sola le grandi sfide della rifondazione, con sacche di resistenza ancora attive, in particolare a Sirte, e clan tribali che preferiscono le tende ai tavoli. È troppo per l’Europa dei salotti chiusa nella sua burocrazia che assomiglia sempre di più al salotto della nonna, sospeso nel tempo, fermo. Scelta della data: il 1 settembre, lo stesso primo settembre che 42 anni fa portò, con un colpo di stato, Muammar Gheddafi a prendere il potere durantela RivoluzioneVerde.

Intanto l’Italia ha sbloccato 500 milioni di euro a favore della Libia. Lo ha confermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. “Il presidente Berlusconi aveva parlato di 350 milioni, ma la decisione finale è stata di sbloccarne 500 per dare ulteriore sostegno agli amici libici” ha detto il ministro. Ed il premier Berlusconi, il presidente amico di tutti, ha già preso contatti col presidente del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil. Tornando a Parigi e alla prima conferenza della nuova Libia, i francesi, da sempre in prima linea, devono fare i conti con i dirigenti del Cnt e una sessantina di delegazioni di tutto il mondo, venti delle quali non hanno ancora neppure riconosciuto il nuovo governo libico. Quando si dice un inizio scoppiettante. E parlando sempre di interlocutori difficili, accanto all’Unione africana, che non ha ancora preso una posizione unitaria favorevole al Cnt, ci sarà anche il ministro degli Esteri algerino Mourad Medelci, rappresentante del Paese vicino alla Libia che ospita attualmente moglie e tre figli del tiranno. L’entusiasmo francese ha contagiato anche la GranBretagna, presiedono infatti la conferenza Nicolas Sarkozy e David Cameron, che hanno tenuto a ricordare che furono i loro i primi aerei a sorvolare i cieli libici a marzo. L’Eliseo ha sottolineato: «Sbagliare adesso potrebbe voler dire vanificare tutti gli sforzi fatti finora. Dobbiamo evitare di ripetere gli errori fatti in Bosnia, in Iraq e anche in Afghanistan. Il presidente Sarkozy ha sempre detto di essere stato profondamente segnato dagli sbagli che hanno provocato i massacri in Bosnia. In Afghanistan gli occidentali, arrivati dopo l’uscita dei sovietici, rimasero un solo anno e poi andarono via, costretti poi a rientrare quando il paese era ormai lacerato. In Iraq andò bene la guerra, male la ricostruzione del Paese». Insomma con un curriculum così come possono i libici non affidarci il loro futuro?! I francesi sono convinti che la fase di transizione sia cominciata con la caduta di Tripoli. Del Cnt ci si può fidare, assicura l’Eliseo, «la loro parola d’ordine è riconciliazione e non si temono, per ora, rischi di influenze integraliste sul nuovo governo, anche se per questo non bisogna perdere tempo e si deve essere presenti sul terreno da subito. Obiettivo petrolio? «Impossibile – esclude la presidenza francese – in questioni del genere è impossibile andare avanti con pensieri di politica interna». Ma sembra tanto una risposta poco sincera di Pinocchio al babbo Geppetto. Dunque, spazio alla diplomazia  e che lo show abbia inizio. L’avanspettacolo di una conferenza che ha tutta l’aria di essere soltanto una grande kermesse, senza decisioni e probabilmente senza nemmeno un documento finale. Eppure i temi da trattare sono tanti: dalla riapertura delle scuole per un milione e mezzo di studenti libici alla difficile situazione dei rifornimenti idrici e delle strutture sanitarie. Anche se a tenere banco sarà soprattutto lo sblocco dei beni libici congelati nelle banche all’estero: 7,6 miliardi di euro nelle sole banche francesi mentre viene quantificato in 50 miliardi di dollari il totale mondiale potenzialmente sbloccabile. Sbloccare il denaro libico da destinare alla ricostruzione del paese è certamente essenziale, per non dire vitale, ma sarebbe bene evitare il classico atteggiamento da avvoltoi sulla carcassa straziata appena lasciata a terra, quale èla Libia ora.