La riforma fiscale cavallo di battaglia di Berlusconi dopo il voto di fiducia

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Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi è intervenuto nel corso dell’assemblea annuale dei commercialisti per confermare che la riforma fiscale è pronta a partire. La stessa riforma fiscale e consolidamento della finanzia pubblica è stata una delle chiavi del discorso del premier Silvio Berlusconi, discorso effettuato a seguito dei voti di fiducia, e che in questi giorni sta rimbalzando da un giornale all’altro in Italia (e nel mondo).

In particolare, la riforma punterà “a farci dire basta alle ganasce fiscali”, così come già abbondantemente anticipato anche in passato. Del resto, il fisco è uno dei cavalli di battaglia con i quali Berlusconi vuole rilanciare il Governo (l’altro, se non vado errato, è il mezzogiorno): da qui al 2013 dovranno essere effettuate al meglio le riforme annunciate, senza perdere di vista quei 40 miliardi di euro di debiti che dovrebbero essere risanati nel 2014.

Lavoro non facile e ancora tutto da pianificare, ricordiamo che questa nuova riforma fiscale punta a semplificare la complessità del nostro sistema finanziare e a rilanciare un piano di crescita che favorisca le nuove imprese e gli interventi finanziari per quelle già esistenti e ben inseritesi nel territorio. In molte direzioni la riforma fiscale cercherà di alleggerire gli oneri fiscali sia da parte dei contribuenti che da parte degli investitori, si lotterà l’evasione fiscale, si favorirà la sinergia e la comunicazione tra gli enti, e si de localizzeranno i centri fiscali con quel processo annunciato da tempo come federalismo fiscale. Insomma, in un paio di anni ce ne sono di cose da fare. Cose serie: il lavoro incombe.