La scure di Moody’s si abbatte su quindici grandi banche

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La scure dell’agenzia di rating Moody’s si abbatte ancora una volta sulle istituzioni finanziarie globali. L’agenzia statunitense ha rivisto il rating di ben quindici banche, tagliandolo per dieci istituti di due livelli, per quattro banche di un gradino e per un istituto di 3 gradini. Il taglio più pesante è quello che ha colpito la Credit Suisse, ben tre step (da “A1″ ad “Aa1″).
Giù la valutazione anche delle maggiori banche a stelle e strisce. Goldman Sachs passa da “Aa3″ ad “A2″, JPMorgan da “Aa1″ a “Aa3″, Morgan Stanley da “A1″ ad “A3″, Bank of America da “A2″ ad “A3″ e Citigroup da “A3″ a “Baa2″.
Moody’s colpisce anche il rating di BNP Paribas, con ripercussioni sulla  sua controllata Bnl. Il gruppo d’oltralpe scende da “Aa3″ ad “A2″, e Bnl a “Baa2″ da “A2″.
I responsabili dell’agenzia Moody’s spiegano come il downgrade di Bnl rifletta anche la difficile situazione del sistema degli istituti di credito sul fronte della qualità degli asset bancari e della redditività.
L’agenzia ha rivisto al ribasso il giudizio su Deutsche Bank (a “Aa3″ da “A2″), Ubs (a “A2″ da “Aa3″), Hscb (a “Aa3″ da “Aa2″), Barclays (a “Aa3″ da “A1″) e Credite Agricole (a “Aa” da “Aa3″).
E la moneta unica europea ha risentito subito della decisione di Moody’s: scendendo ai minimi degli ultimi 5 mesi nei confronti del dollaro Usa, scivolando dell’1,3 per cento a 1,2540 dollari Usa.
Vale la pena ricordare che Moody’s Corporation è una società, con base a New York, che esegue ricerche finanziarie ed analisi sulle attività di imprese commerciali e statali. L’azienda realizza un omonimo rating per le attività che analizza. Un indice che ne misura la capacità di restituire i crediti ricevuti in base ad una scala standardizzata e suddivisa tra debiti contratti a medio termine e a lungo termine. Dal 19 giugno 1998 Moody’s è quotata al New York Stock Exchange Del suo azionariato fa parte come azionista di controllo il magnate statunitense Warren Buffett.