Le quotazioni dell’oro ai tempi della crisi economica

lingotto

Perfino il metallo prezioso più desiderato nel mondo non rimane immune dalla crisi economic che ha colpito il nostro pianeta.

Anche il prezzo dell’oro è salito alle stelle. Quotazioni piatte a +0,04% a 1.699,50 l’oncia. E tutti puntano gl’occhi su di lui. Ieri al Comex le sue quotazioni avevano ripreso a salire sulla scia di ordini di acquisto arrivati dalla Cina e delle tensioni europee dovute al panico che sta crescendo tra gli investitori occidentali, preoccupati per la crisi del debito nei Paesi dell’Eurozona. Mentre ieri a Londra il prezzo del metallo giallo al secondo fixing era di poco sceso, nel tardo pomeriggio al Comex di New York ha ripreso a correre fino a infrangere la soglia dei 1700 dollari l’oncia. Gli analisti commentano la discesa del metallo giallo sotto quota 1.700 dollari con una affermazione tipicamente inglese, dicendo: cash is king. Anche loro, in un momento di estrema incertezza che quello che stiamo vivendo  preferiscono avere il contante piuttosto che un metallo prezioso come l’oro. Questa è la dimostrazione che le certezze del mondo stanno realmente cambiando. La paura è arrivata nelle case di tutti. Per questo le banche centrali hanno nell’ultimo periodo puntato gl’occhi sul prezzo dell’oro,  cercando di possederne il più possible al loro interno. Secondo i dati del World Gold Council, infatti, nel secondo semestre le banche centrali hanno acquistato quasi 150 tonnellate di oro. Simili richieste non si ricevevano da circa vent’anni, sostengono gli analisti. Si stima che per tutto il 2011 gli acquisti complessivi arrivino a sfiorare addirittura la quota di 450 tonnellate.

E queste cifre era circa 40 anni che non si sentivano.