Legge 201/2011, arrivano i dettagli sui nuovi limiti per il pagamento in contanti

euro contanti

A partire dal 6 dicembre 2011 è vietato trasferire denaro contante per un ammontare pari o superiore ai 1.000 euro. Questo limite riguarda qualsiasi titolo ed operazione tra soggetti diversi per qualsivoglia disposizione finanziaria. E’ vietato il pagamento pari o superiore ai 1.000 euro anche per pagamenti inferiori frazionati. Ciascun trasferimento in contanti tra soggetti dovrà essere effettuata mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi e, a decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione della disposizione di cui sopra, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento. Le stesse regole valgono per gli assegni e per i bollettini postali che avranno l’obbligo di comunicare nome o ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

I libretti di deposito bancari o postali al portatore non potranno avere un saldo pari o superiore a 1.000 euro. Per tutte le altre forme di transazione finanziaria, è obbligatorio ricorrere a banche, istituti di moneta elettronica e a Poste Italiane S.P.A. Per i versamenti e i prelevi bancari superiori ai 1.000 euro non è obbligatorio comunicare nulla a meno che concreti elementi (ad esempio le banche, che possono comunicare con il fisco e hanno l’obbligo di farlo) non ritengano violato il medesimo trasferimento; sempre per i movimenti bancari, chi preleva o versa un importo pari o superiore ai 15.000 euro senza comunicare nulla, mette in moto la UIF e l’Agenzia delle Entrate che terranno in considerazione la violazione della legge da parte dei soggetti operanti. Si rischia il penale. Questo è quanto emerge dal decreto legge 201/ 2011 che ha ulteriormente abbassato la soglia relativa al denaro contante, rendendo ancora più rigida la norma antiriciclaggio ed aumentando il contrasto all’evasione fiscale. Resta ancora da vedere se sono previste esenzioni per coloro che violano queste normative nel mese di dicembre 2011.