Legge di stabilità, allarme ANIEF: c’è qualcosa di incostituzionale

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Nuovo giallo sulla Legge di stabilità: potrebbe essere incostituzionale anche il blocco indicizzazione pensioni

Il tribunale di Palermo ritiene incostituzionale il blocco dell’indicizzazione delle pensioni per il biennio 2012-2013 voluto dal Governo Monti per le pensioni superiori a 1.486 € di cui oggi si chiede la proroga parziale all’articolo 12, comma 1 per il triennio 2014-2016 con nuove aliquote. Il 4 dicembre manifestazione di protesta dei pensionati della Confedir, promossa da Federspev, davanti a Palazzo Chigi, ore 11. Avviata una nuova campagna di ricorsi al giudice del lavoro. Scrivi a pensioni@confedir.it per chiedere le istruzioni operative. Il 17 novembre 2013 udienza pubblica della Consulta sul caso quota 96 del personale della scuola.

Mentre il disegno di legge sotto esame della V Commissione Bilancio del Senato ne rivede i criteri ma sostanzialmente ne proroga gli effetti, introducendo nuove fasce per limitare gli adeguamenti della retribuzione differita al costo della vita, la Consulta sarà chiamata nei prossimi mesi a decidere sulla legittimità del blocco imposto alle pensioni superiori a 1.486 € dall’art. 24, c. 25 della legge n. 214/11, sull’ordinanza del 6 novembre 2013, per violazione degli artt. 2, 3, 23, 36, 38, 53 della Costituzione.

Per Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo della Confedir, “la doccia fredda arriva dal tribunale del lavoro di Palermo proprio quando il Governo ha pensato di prorogare gli effetti del blocco degli stipendi degli statali al 2014 e del blocco dell’indennità di vacanza contrattuale al 2017, già ferma ai valori del 2009”.

Il comma 1, dell’articolo 12, rispetto al blocco precedente introduce una differenza: l’indicizzazione per il 2014-2016 avviene per il 90% tra tre e quattro volte il minimo Inps (495,4 € mensili), per il 75% tra quattro e cinque volte, e per il 50% sopra le cinque volte. A differenza della norma rimessa all’attenzione dei giudici della Consulta, prima il blocco avveniva per il 2012-2013 per tutte le quote superiori a tre volte il minimo.

Per il giudice, la mancata rivalutazione impedisce la conservazione nel tempo del valore della pensione, menomandone l’adeguatezza, viola il principio di proporzionalità tra pensione e retribuzione goduta durante l’attività lavorativa, altera il principio di eguaglianza e ragionevolezza, causando una irrazionale discriminazione in danno della categoria dei pensionati, e il principio di universalità dell’imposizione nonché quello di non discriminazione ai fini dell’imposizione, di ragionevolezza nell’esercizio del potere di imposizione, nonché il principio della parità di prelievo a parità di presupposto di imposta perché, indipendentemente dal nomen iuris utilizzato, la misura adottata si configura quale prestazione patrimoniale di natura sostanzialmente tributaria.

Contestato dalla Confedir anche il contributo di solidarietà per il triennio 2014-2016 previsto dal comma 4 dell’articolo 12 sulle pensioni d’oro, ovvero della trattenuta del 5% sulla differenza tra 150.000 e 200.000 euro, del 10% tra i 200.000 e 250.000 euro annui, e del 15% sopra i 250.000 euro. La sentenza n. 116/2013 della Consulta ha di recente dichiarato incostituzionale il prelievo forzoso sulla differenza delle pensioni stabilito dal comma 22-bis dell’articolo 18 della legge 111/2011 come modificato dall’articolo 24, comma 31-bis della legge 214/2011. Qui la norma censurata disponeva che, dal 1° agosto 2011 fino al 31 dicembre 2014, i trattamenti pensionistici i cui importi superassero 90 mila euro lordi annui, fossero assoggettati a un contributo di perequazione del 5% della parte eccedente l’importo fino a 150.000 euro, pari al 10% per la parte eccedente 150.000 euro, e al 15% per la parte eccedente 200.000 euro. Mentre sul blocco della progressione di carriera per il 2011-2013 per il personale dell’università, delle ambasciate e dell’AGCOM si è discusso il 5 novembre scorso, come si evince da questo video.

La Confedir mette a disposizione i modelli per recuperare il contributo di solidarietà versato da chi ha percepito una retribuzione o una pensione superiore ai 90.000 Euro. Per info, scrivi a contributosolidarieta@confedir.it.

La Confederazione avvia anche le procedure per ottenere la perequazione automatica del 2,6% prevista dal D. I. del 18 gennaio 2012, anche per gli importi di pensione superiori a tre volte il valore minimo, bloccata dall’art. 24, c. 25 della legge 214/11. In questo caso, scrivi a pensioni@confedir.it.

E a Roma tornano a manifestare i pensionati della Federspev, il 4 dicembre 2013, ore 11 a Palazzo Chigi.

La locandina della manifestazione del 4 dicembre

Il testo dell’ordinanza del tribunale di Palermo

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