Lettera UE all’Italia: punti salienti

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Berlusconi stupisce ancora. La lettera da lui inviata all’Unione Europea sulle misure anticrisi viene ben valutata e approvata dal vertice di Bruxelles.

Le istituzioni e i partner Ue accolgono con favore il piano italiano per rilanciare la crescita e blindare i conti pubblici, pur ammonendo che vigileranno con attenzione la sua messa in atto. Numerosi i punti salienti della missiva, in particolare: l’obiettivo del pareggio in bilancio nel 2013, creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita e una finanza pubblica sostenibile.  A scatenarsi e a dichiarare guerra sono invece i sindacati – Cgil, Cisl, Uil e Ugl – pronti allo sciopero generale contro il governo. La normativa che a loro non piace riguarda l’ipotesi di modificare la disciplina dei licenziamenti per motivi economici, entro maggio 2012. Entro quella data l’esecutivo si è impegnato ad approvare una riforma della legislazione del lavoro in tal senso. E i sindacati per questo si ribellano. Sostengono che qualora il governo approvi questa normativa saranno costretti a ricorrere agli scioperi. Come non dargli torto, in un Paese dove la presenza della disoccupazione reale va ben oltre il 10%. Non si possono punire i lavoratori pubblici per risollevare la nostra situazione economica. Ed è per questo che già da stamattina, a Roma, sono iniziate le prime manifestazioni di Uil e Cgil. Anche il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, non approva la riforma di Berlusconi. Sostiene che l’obiettivo non dovrebbe essere quello di licenziare quanto piuttosto quello di assumere. Anche l’opposizione non è d’accordo e dichiara: Berlusconi ha scritto la lettera da solo, senza nessuna consultazione.

Insomma, come sempre, non vengono toccati i poteri forti. E le soluzioni vertono sempre verso il meno lavoro e meno servizi per tutti i cittadini. L’incubo della crisi economica sembra non finire mai.