Liberalizzazione farmacie dalla riforma Monti 2011: affare mancato

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In modalità permanente su tutto il territorio nazionale, gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali sono liberalizzati; nuove attività commerciali possono essere aperte senza vincoli. Questa è la novità sostanziale della maxi riforma del Governo Monti, il cui articolo 31 estende di fatto la liberalizzazione di tante fasce del commercio.

Le professioni entro il 12 agosto 2012 dovranno uniformare gli ordinamenti della legge 138/2011 altrimenti verranno cancellate; scompaiono anche le disposizioni sui prezzi minimi, la fornitura di beni e servizi e la limitazione delle attività economiche sul nostro territorio. La liberalizzazione punta sul corretto funzionamento del mercato e sulle sue condizioni di parità.

La scorsa settimana, era stata data notizia della liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ovvero quei medicinali che hanno l’obbligo di ricetta medica e sono completamente a carico del cittadino, come antinfiammatori, ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici ecc). La liberalizzazione prevedeva che i farmaci di fascia C fossero venduti anche nelle parafarmacie e nei centri commerciali di comuni superiori ai 15.000 abitanti. Nei scorsi giorni invece arriva la frenata: niente liberalizzazioni dei farmaci di fascia (frenata arriva insieme a quella che voleva la liberalizzazione dei taxi). Le associazioni dei consumatori si sono dette sdegnate dell’approccio con il quale il Governo ha gestito questa liberalizzazione. Adesso la decisione è rimandata all’Aula della Camera. Al momento la situazione è questa: nelle parafarmacie possono essere vendute solo medicine senza ricetta medica e i farmaci di Fascia C che, in una lista studiata dal Ministero della Salute, saranno definiti “non prescrivibili”.