Liberalizzazioni farmacie Monti: in cosa consistono?

farmacista

Oggi, venerdì 13 gennaio, alle ore 9, presso la sede di Palazzo Chigi, è stata convocata la riunione dei ministri dedicata ad un primo esame della bozza di decreto legge sulle liberalizzazioni.

Il pacchetto, che è formato da ben 28 articoli, è stato presentato ai ministri dal premier, da Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e da Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico. Si tratta dell’oramai noto decreto sulle liberalizzazioni che interesserà commercio, professioni, mercato dei carburanti, farmacie, taxi e trasporti, che sarà approvato definitivamente entro il 20 gennaio.

Cerchiamo adesso di capire meglio in cosa consiste questo pacchetto soprattutto il punto che riguarda le liberalizzazioni delle farmacie. In teoria tale liberalizzazione servirebbe per rispondere efficacemente ai principi dell’equità e della crescita, favorendo così una maggiore concorrenza che porti ad un aumento della base occupazionale e anche ad un vantaggio per i consumatori.

In merito alle liberalizzazioni delle farmacie, la proposta è di rivedere e riscrivere il secondo e terzo comma dell’articolo 1 della legge 476/68 nella parte in cui prevede la presenza di una farmacia ogni 3000 abitanti, senza escludere da tale ambito i territori sui quali insistono le farmacie rurali.

Con le liberalizzazioni dunque la distribuzione delle farmacie potrebbe passare da capillare a concentrata comportando esiti non desiderabili in termini di diffusione del servizio. In pratica, il rischio è che decada quella importante funzione sociale che in questo momento hanno le farmacie rurali, soprattutto nelle zone disagiate e nei piccoli centri collinari e montani, con il rischio concreto che le farmacie in questi centri più ristretti non avranno più la possibilità di sopravvivere.

Ed è questo il motivo che ha fatto sì che la maggior parte dei farmacisti contestassero l’attuale manovra in merito alla liberalizzazione delle farmacie. Il rischio c’è e per questo motivo sarebbe molto meglio mantenere l’attuale legislazione escludendo questa proposta.