Liberalizzazioni: la proposta Monti su commercio e consumatori

MARIO MONTI

Il provvedimento sulle liberalizzazioni è alle porte e caratterizzerà la fase 2 del Governo Monti per rilanciare la crescita, dopo che nella fase uno si è cercato di rimettere a posto i dissestati conti pubblici del Belpaese con provvedimenti assai duri che hanno comunque avuto l’approvazione, come evvnutop anche ieri, dei più importanti voerni europei. Una prima bozza diffusa riporta in 28 articoli le possibili liberalizzazioni che l’esecutivo tecnico potrebbe trasformare in decreto entro il 20 gennaio.
Spicca anche una norma sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con un nuovo comma 1bis. In caso di incorporazione o di fusione di due o più imprese che occupano un numero di dipendenti pari o inferiore a 15, l’obbligo di reintegro scatterebbe solo se il numero complessivo di lavoratori è sopra i 50.
Un altro capitolo riguarda la “promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali”. L’Antitrust vigilerà infatti sulla reale liberalizzazione e sull’effettiva concorrenza nei servizi erogati dagli enti locali: trasporto pubblico e servizi integrati, ad eccezione dell’acqua. Le competenze resterebbero all’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Vediamo un paio di punti di questa bozza di decreto.

La class action (il procedimento o azione di classe che i consumatori possono esercitare collettivamente per ottenere il risarcimento di un danno) potrebbe essere rafforzata. Nell’articolo 5 della bozza di decreto si afferma che il campo di applicazione delle class action verrebbe esteso e liberati alcuni vincoli che ne bloccavano gli esiti, qualora si fermavano alla situazione e alle richiesta “individuale”, superata adesso dal concetto di omogenea. La Corte d’appello dovrà decidere entro e non oltre 40 giorni. In caso di conciliazione le parti devono trovare un accordo sulla liquidazione entro 90 giorni.

Per il commercio sono previsti saldi liberi tutto l’anno, senza vincoli di sconti e durata, per negozi grandi e piccoli e senza avviso al Comune. E’ quanto è contenuto nell’articolo 2 della bozza, riservato alla “Libertà di praticare sconti”: “ogni impresa commerciale… può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi e vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entità delle riduzioni”. Anche le vendite “straordinarie” sono ricomprese nella generale possibilità offerta agli esercenti di decidere come, quando, per quanto tempo offrire alla clientela merce ribassata.