Liberalizzazioni: se attuate 900 euro di risparmio per famiglia

MARIO MONTI

Tutte le associazioni – da Altroconsumo ad Adoc, dal Codacons al Movimento di difesa del cittadino, da Adusbef a Federconsumatori – dopo le indiscrezioni sul contenuto del decreto sulla concorrenza.
Manca ormai poco per vedere finalmente l’asso nella manica del governo Monti per rilanciare la crescita nella cosiddetta “fase due”. Le associazioni dunque dicono che da quanto emerge sono state finalmente ascoltate le loro richieste. E i dati positivi sono legati al risparmio atteso dagli interventi a 360 gradi su professioni, taxi, ferrovie, benzina, farmacie, autostrade, treni, negozi, servizi pubblici.
900 euro l’anno è la somma che l’intera operazione di “deregulation” riporterebbe nelle tasche di ogni famiglia italiana, in virtù dell’apertura dei diversi mercati e al conseguente abbassamento di prezzi e tariffe. Un intervento che avrebbe Una ricaduta totale pari a 21,6 miliardi, un punto e mezzo di Prodotto interno lordo, come confermato dall’Antitrust. Un dato che sarebbe addirittura sottostimato secondo gli esperti…. I risparmi quindi potrebbero essere maggiori anche per i benefici in termini di qualità dei servizi offerti.
Una grande novità del decreto liberalizzazioni sarebbe il potenziamento della class action (che il Governo Berlusconi aveva cercato in tutti i modi di “depotenziare”) con l’eliminazione di alcuni meccanismi insidiosi che spesso bloccano le cause collettive. Non sarà più necessario che tutti i ricorrenti abbiano una posizione “identica” (ad esempio uno stesso importo del danno da risarcire). Basterà una “omogeneità”.
Viene anche reintrodotta la possibilità di aderire all’azione collettiva fino al giudizio di appello. Inoltre a decidere se una clausola di un contratto è vessatoria o meno non sarà più solo il giudice, su ricorso del consumatore o dell’associazione, ma l’Authority.