Libia post Gheddafi, svolta petrolio

Libia

La Libia dopo la morte di Gheddafi ha riaperto i rubinetti di gas e petrolio. E, forse, è la volta buona che il prezzo del barile ritorni ad avere prezzi normali.

La Libia è uno dei più grandi fornitori che esistono in tutto il mondo e conta ingenti riserve di gas naturale e di greggio di ottima qualità. Adesso però è importante capire come intendono gestirle. Si parla di riserve stimate in 46 miliardi di barili di petrolio e circa 54.000 miliardi di piedi cubi di gas. Molti pensano però che i numeri siano decisamente maggiori, che il regime di Gheddafi ne abbia tenuto nascosta una grande fetta. La particolarità del petrolio libico rispetto a quello delle altre nazioni sta nel fatto che è molto leggero, particolarmente adatto quindi alla produzione di benzina. Prima che scoppiasse la guerra, l’output era di 1,6 milioni di barili al giorno, oggi si parla di meno di un quinto. Per tornare a quei livelli dovrà passare del tempo, gli analisti parlano di almeno un anno. Per tutti i cittadini del mondo il ritorno di fornitura di gas e petrolio libico rappresenta una svolta, un respiro di sollievo, visto che ultimamente il prezzo della benzina non faceva altro che aumentare. E così inizia ovviamente la gara tra le grandi del petrolio per trarre più vantaggi possibili dal cambio di regime. In Libia operano Eni, Total, Repsol, Winstershall, Omv, ConocoPhillips, BP, Gazprom, Statoil e Cnpc. Noi dobbiamo solo sperare che il nuovo governo confermi tutti gli accordi sottoscritti con Gheddafi perché in questo modo l’Eni potrebbe conservare la leadership, garantendo la continuità degli approvvigionamenti al nostro Paese.

Cosa non da poco in questo momento visto che potrebbe portare a una riduzione del prezzo della benzina. Quello che tutti gli italiani, da un po’ di tempo, desiderano.