Lodo Mondandori: la Fininvest condannata a maxi risarcimento

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 E sentenza fu. Il gruppo Fininvest dovrà pagare alla Cir oltre 540 milioni di euro più gli interessi legali e le spese processuali. Questa la sentenza di condanna sul cosiddetto Lodo Mondadori, depositata oggi dai giudici della seconda sezione civile del Tribunale di Milano. La sentenza di appello conferma quindi la condanna di primo grado, anche se con una piccolo sconti, in periodo di saldi, sulla cifra che Fininvest dovrà versare alla Cir, che è tra l’altro immediatamente esecutiva.

Nelle 283 pagine della sentenza, i giudici dispongono che venga accolta la richiesta di importo dovuto come risarcimento di danno immediato e diretto, e pertanto condanna Fininvest s.p.a. a pagare in favore di Cir spa la somma stabilita, oltre agli interessi legali. La corte, è scritto sempre nella sentenza, “condanna l’appellante Fininvest spa a rifondare in favore dell’appellata Cir spa i residui tre quarti delle spese processuali dei due gradi, come in motivazione partitamente liquidate, già in detta frazione, per il primo grado in complessivi euro 3.296.995,12 e per il presente grado in complessivi euro 3.940.758,74 oltre per entrambi i gradi al rimborso forfettario per le spese generali del 12,5% sui diritti ed oneri, Iva e Cpa come per legge”.

Si conclude così la vicenda cha visto protagonisti Silvio Berlusconi e il suo storico avversario Carlo De Benedetti. L’intera vicenda ha preso spunto dall’iter penale che ha coinvolto Previti, Metta, Pacifico e Acampora per corruzione dello stesso giudice Metta, che ricevette denaro per modellare a favore del Cavaliere la disputa con Formetton prima e con la Cir poi per la conquista della maggiore casa editrice italiana. Una storia sporca tutta italiana che ha inizio nel 1996 con le famose scottanti dichiarazioni di Stefania Ariosto. Ora l’ordine della cose sembra ristabilito, come dopo il caos nelle migliori tragedie greche, ma non crediamo ci sia purificazione per i diretti interessati ne per gli spettatori. L’unica cosa certa è che le colpe dei padri ricadranno sicuramente sulle giovani generazioni, destinante a sentirne ancora l’eco per molti e molti anni ancora.