L’Unione Europea sposa sempre di più le energie “verdi”

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Missione compiuta per quel che riguarda gli obiettivi sulle energie rinnovabili della UE legato al 20 per cento entro il 2020. Anzi per la produzione di energia elettrica sarà molto di più, arrivando a superare la quota del 34 per cento.
E questo nonostante il taglio degli incentivi deciso da tutti i principali governi, Belpaese compreo. La UE è tra i sostenitori più convinti degli obiettivi del protocollo di Kyoto che prevede di coprire fino al 20 per cento del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2020. Così mentre colossi come Stati Uniti e Cina e non l’hanno sottoscritto (per l’eccessiva dipendenza dal petrolio la prima e dal carbone la secondo), la cara vecchia Europa sta bruciando le tappe per superare quanto prevede l’accordo per al riduzione delle emissioni di Co2.
La produzione di fonti “verdi” dovrebbe aumentare ad un ritmo del 6 per cento ogni anno, passando dai 99 milioni di tonnellate di petrolio equivalente del 2005 ai 245 milioni di tonnellate nel 2020. La quota di rinnovabili nell’elettricità crescerà dal 19,4 per cento del 2010 al 34 per cento nel 2020, per riscaldamento e raffreddamento passerà dal 12,5 per cento al 21,5 per cento e nei trasporti dal 5 per cento all’11 per cento.
Ma secondo i numeri di associazioni industriali i dati sarebbero ancora più  ottimistici: 42 per cento di elettricità da fonti pulite; 23,5 per cento per riscaldamento e raffreddamento; 12 per cento nei trasporti. Nel prossimo decennio sarà l’eolico a crescere di più: dal 2 per cento al 14,1 per cento dei consumi totali di corrente elettrica, seguito dal solare, che aumenta dallo 0 per cento al 3 per cento dei consumi complessivi di elettricità.