Made in Italy: piace sempre di più nel mondo il nostro cibo

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La cucina del Belpaese continua a piacere nel mondo tanto che  lo scorso anno ha toccato il suo massimo assoluto di diffusione superando per la prima volta i 30 miliardi di euro (+8 per cento). Più dunque di una voce importante come quella di autovetture, rimorchi e semirimorchi ferma a 25 miliardi di euro.
E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenziano numerosi dati curiosi come la crescita boom del 20 per cento del formaggio in Francia o del 19 per cento nell’export della nostra birra in Gran Bretagna.
A crescere all’estero sono stati i settori tradizionali del Made in Italy come i formaggi (grana e parmigiano reggiano sono i piu esportati con una crescita del 21 per cento) ma anche l’olio di oliva (+9 per cento), il vino (+12 per cento), la pasta (+8 per cento), la salumeria (+7 per cento), i prodotti da forno (+7 per cento).
Il comparto più dinamico è quello dei formaggi e latticini che fanno segnare un incremento del 15 per cento per l’aumento delle vendite all’estero dovuto, oltre che al grana padano e parmigiano reggiano (+21 per cento), anche  al pecorino, in ripresa con l’8 per cento dopo una difficile crisi, e al gorgonzola +13 per cento.
Stabile il comparto frutticolo, grazie soprattutto alle mele (+22 per cento) che hanno bilanciato il forte calo delle esportazioni di agrumi e frutta estiva, mentre assai negative sono state le esportazioni di ortaggi (-8 per cento).
Afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini: «Le performance positive registrate sui mercati internazionali dal settore dimostrano che il Paese può tornare a crescere solo se investe nelle proprie risorse che sono i territori, l’identità, la cultura e il cibo e l’agroalimentare e una leva competitiva formidabile per trainare il Made in Italy nel mondo».