Madrid: Papa boys e indignados, massima sicurezza

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Non solo fedeli, anche indignados ad accogliere papa Benedetto XVI per la seconda visita in 10 mesi nella penisola iberica nelle Giornate Mondiali della Gioventù. Nella laica Spegna di Zapatero vi è stato un duro scontro politico in merito alla decisione di dare il consenso alla visita del papa. L’opposizione del Partido Popular ha contestato la decisone del governo di autorizzare la venuta del pontefice.

Enorme il dispiegamento di forze per la sicurezza nella capitale in occasione della manifestazione laica il 17 agosto che partirà da piazza Tirso de Molina con lo slogan Non un soldo della mie tasse al Papa”, che contesta il costo di 50 milioni di euro coperti con fondi pubblici. Il malumore ha sicuramente una eco più forte e profonda, in particolare in tempo di crisi che conta, nella società spagnola come vittime, 5 milioni di disoccupati. Gli organizzatori Europa Laica, Associazione madrilena degli Atei e Liberi Pensatori e Reti Cristiane hanno fatto sapere che non contestano la presenza del papa, ma bensì le spese e l’uso di denaro pubblico che questo comporta.  Malcontento, da parte di alcuni, anche per i messaggi del pontefice contro aborto e matrimonio gay, diritti assolutamente democratici in vigore in Spagna, temi scottanti per la Chiesa. Momenti di tensione, quindi, dopo le feroci contestazioni ad opera degli indignados contro il finanziamento pubblico per la visita papale. Oltre 2mila persone infatti si sono radunate nella principale piazza della città per criticare la scelta del governo. Gli indignados, affiancati da sindacati, associazioni laiche e cristiani critici, hanno quasi sfiorato il numero di pellegrini e papa boys giunti in città per salutare l’arrivo di Benedetto XVI. La contro manifestazione, prima autorizzata dalla Prefettura madrilena, è stata poi caricata dalla polizia e dalla Guardia Civil. Un primo bilancio conferma sette arresti e una decina di feriti.