Manovra economica 2011: le modifiche

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È fiducia sulla manovra economica 2011, dopo il maxi emendamento del governo che rafforza l’entità della manovra stessa. Aumento dell’Iva e la sua equità, contributo sui super-ricchi e anticipo della pensione a 65 anni delle donne. Ma i nostri politici hanno fatto di più, instancabili come sempre, si sono permessi anche un piccolo lusso, quello di regalarsi un bello sconto applicabile a ministri, deputati e senatori.
In attesa del promesso disegno di legge costituzionale per il dimezzamento del numero dei parlamentari, che forse non arriverà mai sul tavolo di Palazzo Chigi che ancora lo aspetta come un illuso innamorato attende ancora la sua amata perduta, l’articolo 13 della manovra sui costi della politica è stato abbondantemente revisionato. A sorpresa una bella riduzione del taglio delle indennità dei membri di Camera e Senato, almeno sei volte di meno rispetto a quanto previsto nel testo originario. E non solo anche l’ammorbidimento dell’incompatibilità del loro mandato con gli altri incarichi pubblici.

Vogliamo approfondire? Tanto per cominciare, il taglio delle retribuzioni o delle indennità di carica dei componenti degli organi costituzionali (il 10% per la parte eccedente i 90 mila euro, il 20% su quella che supera i 150 mila), non si applicherà più da domani e per sempre, ma solo per quest’anno, il prossimo, e il 2013. E dalla sforbiciata, grazie alla modifica approvata ieri con il voto di Palazzo Madama, vengono esclusi e fatti salvi la presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale. Al momento ancora nessuna parola dai quasi mille rappresentanti della Camera e del Senato, riguardo questo alleggerimento dei tagli all’indennità parlamentare. La sforbiciata si farà sul totale annuo percepito a titolo di indennità, e sarà pari al 20%, ma solo per la quota eccedente i 90 mila euro, e al 40% per quella che supera i 150 mila euro. Non bastasse, anche il regime dell’incompatibilità dei parlamentari, prima ferreo con l’impossibilità di ricoprire qualsiasi altra carica elettiva pubblica, viene reinterpretato. Nella nuova versione del testo, infatti, l’incompatibilità è circoscritta alle altre cariche elettive di natura monocratica e relative a organi di governo di enti pubblici territoriali aventi popolazione superiore ai 5 mila abitanti. Tradotto per i comuni mortali: i parlamentari potranno continuare a fare tranquillamente anche i sindaci nei comuni e potranno mantenere anche l’incarico di assessore in tutti i municipi, compresi quelli delle grandi città. Tradotto in volgare: in Italia si ruba con onestà, rispettando le percentuali.