Manovra economica 2011: Berlusconi apre a opposizione

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Camera e Senato si apprestano ad approvare definitivamente la manovra. Al massimo entro venerdì, cosicché lunedì, alla riapertura dei mercati venga trasmesso un segnale positivo del sistema Paese. Il Parlamento si adopererà per difendere i titoli del debito pubblico dagli attacchi speculativi.

Un percorso sprint, quindi, per un decreto di aggiustamento dei conti come non si vedeva da tempo. Eppure per tagliare il traguardo in tempi record, il governo è costretto a concedere all’opposizione alcune modifiche mirate alla manovra. In un incontro tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e i rappresentanti dell’opposizione si è giunti a definire alcuni emendamenti che verranno approvati in cambio di un abbandono di qualsiasi politica di ostruzionismo parlamentare. Rimane comunque il no alla manovra da parte delle opposizioni che voteranno comunque contro. A questo punto il governo sarà costretto a porre sul testo la fiducia.

Tremonti ha ringraziato le opposizioni per il senso dello Stato dimostrato in questo delicato momento di caos economico, proponendo un’approvazione lampo della manovra. Le opposizioni hanno però sottolineati che la loro disponibilità dipende solo dall’appelli rivolto dal presidente Napolitano alla coesione. Pd, Idv e Udc hanno ribadito fermamente le critiche nel merito della finanziaria e che un iter cos’ rapido senza discussione non sarà più tollerato in futuro. Plauso anche dalla Lega e da Berlusconi arriva un appelli all’unità. Nonostante le buone intenzioni, le distanze tra maggioranza e opposizione restano invariate. Il premier si rivolge a tutti per far fronte alle fibrillazioni finanziarie. La crisi spinge infatti ad accelerare i tempi di correzione, rafforzare i contenuti e definire i provvedimenti per conseguire il pareggio di bilancio nel 2014.